La resa stilistica è sostanzialmente diversa, perché Mazda MX-5 RF non si limita a sostituire la capote in tela con un tetto rigido ad azionamento elettrico, va oltre. Al Salone di New York è stata presentata con una sigla che spiega da sé tutto: RF. Retractable Fastback. Retractable perché la porzione di tetto che si trova sopra la propria testa scorre in 12" secondi e si posiziona dietro i sedili; Fastback per la linea tutta nuova che conferisce una soluzione evocativa delle proposte "targa". Senza voler scomodare la 911, l'adozione delle pinne esalta la presenza scenica del posteriore, lo rende più imponente, lasciando al contempo un volume piatto al centro. Anziché installare un tetto in metallo con lunotto classico, i designer Mazda hanno optato per una scelta più articolata, in grado di modificare sostanzialmente il design. Adesso la differenziazione tra spider e "coupé" si fa marcata, basta osservare l'andamento della fiancata e dal tre quarti per accorgersene. In occasione del debutto a New York il marchio giapponese ha presentato anche una nuova tinta premium, ribattezzata Machine Grey e caratterizzata dalla presenza di particelle di alluminio nello strato riflettente della vernice. Tre "livelli", tra cui il colore vero e proprio, lo schiarente e il riflettente che assicura maggior lucentezza e un effetto metallico possibile proprio dall'integrazione di scaglie di alluminio. Profondità e contrasto aggiuntivi arrivano con l'aggiunta di pigmenti di colore Jet Black. Stile a parte, le peculiarità della spider diventata coupé restano intatta: lo spazio per i bagagli si conferma a quota 130 litri, il tetto rigido trova posto nel medesimo alloggiamento riservato alla capote in tela. Da segnalare la possibilità di intervenire anche in movimento sull'apertura e chiusura tetto, seppur entro i 10 km/h di velocità. Invariata l'offerta di motorizzazioni, composta dagli aspirati quattro cilindri SkyActiv-G 1.5 e 2.0, rispettivamente con 131 (250 Nm) e 160 cavalli (200 Nm), ai quali abbinare un cambio manuale 6 marce o automatico con pari rapporti. Le versioni speciali Speedster e Spyder al SEMA 2015 La prova della Miata prima generazione Fabiano Polimeni