Quasi cinque anni trascorsi a sognare, tanti sono quelli che separano il concept Kubang presentato al Salone di Francoforte nel 2011 e Levante, primo Sport Utility Vehicle nella storia di Maserati che, diventando finalmente realtà, ha rubato la scena a tutte le debuttanti all’86° edizione del Salone di Ginevra.

Poche sono le affinità fra la concept car del 2011 e Levante, accomunati solo dalla classificazione Suv e dal fatto che entrambe indossano il Tridente, per il resto la squadra di designer guidata da Marco Tencone, sotto la sapiente supervisione di Lorenzo Ramaciotti, oggi pensionato consulente di Fca, ha creato un Suv che interpreta, spostandoli su una dimensione particolare, i valori stilistici di Quattroprte e, soprattutto, di Ghibli, ma arricchendoli con evidenti citazioni della favolosa concept car Alfieri della quale dovremo attendere la versione di serie più del previsto (fine 2018).

Dall'Alfieri arrivano alcuni tratti del poderoso frontale con la generosa griglia raccordata, nella parte superiore, ai gruppi ottici, mentre il classico montante C di forma trapezoidale termina in un lunotto fortemente inclinato che lascia intuire l’indole spiccatamente sportiva del nuovo Suv Maserati. La scelta del taglio “coupé” (termine forse inappropriato per Sport Utility lunghi cinque metri ma sempre più utilizzato per definire le versioni più dinamiche di questi veicoli) era praticamente obbligata per chi storicamente ha fino ad oggi costruito soltanto eleganti vetture dal forte carattere.

Prima volta, dicevamo, per Maserati, ma anche per i suoi affezionati clienti, che potranno finalmente andare ad esplorare territori proibiti e caricare senza problemi persone e bagagli, e poi per gli estimatori dei Suv di lusso che potranno scoprire cosa significa guidare e possedere una Maserati. Anche se i puristi dell’auto sportiva non gradiranno l’ennesima prova di forza dei Suv (ricordate l’insurrezione dei “porschisti” alla nascita di Cayenne?), questi Suv sono oggi indispensabili anche per i marchi premium: in un futuro non lontano anche Lamborghini Aston Martin e Rolls Royce ne avranno uno, lasciando Ferrari, che di questo tipo di auto non vuol sentire parlare, in splendida solitudine.

Del Levante, definito il terzo pilastro di Maserati, la Casa del Tridente ha bisogno per far ripartire le vendite mondiali che risentono soprattutto della stagnazione del mercato cinese del lusso e per poter raggiungere, alla fine dell’anno, con dodici mesi di ritardo rispetto alle previsioni, il target delle 50mila immatricolazioni, con il nuovo Suv che comincerà a farsi sentire a primavera avanzata quando inizieranno le consegne. Levante porta il nome di un vento nostrano, mediterraneo. È costruito, su un’evoluzione del pianale della Ghibli, a Mirafiori su una linea nuova da 1.500 addetti rientrati da una lunga cassa integrazione e formati per garantire gli standard di qualità richiesti da Maserati, gli stessi applicati a due chilometri di distanza nelle Officine Giovanni Agnelli di Grugliasco dove nascono Ghibli e Quattroporte.

Il sistema produttivo di Maserati (difficile immaginarlo soltanto cinque anni fa quando venne annunciato che il Kubang/ Levante sarebbe stato prodotto negli Stati Uniti) comprende, oltre alle due unità piemontesi, la fabbrica storica di Modena che produce GranTurismo e GranCabrio. Equipaggiato con gli stessi V6 a benzina e diesel di Ghibli e Quattroporte, abbinati alla trasmissione automatica a otto rapporti, e dotato della versione più evoluta della trazione integrale Q4, Levante trova i suoi concorrenti naturali in Suv come Porsche Cayenne, Bmw X6 o Mercedes-Benz GLE Coupè ma ha tutte le caratteristiche per staccarsi dalla massa perché il marchio del Tridente su un Suv non si era mai visto e questo abbinamento potrebbe, per esempio, far innamorare gli automobilisti americani fin dal primo incontro.

Per centrare gli obiettivi assegnati a Harald Wester, AD di Maserati (oltre che di Alfa Romeo, per la quale gli obiettivi sono ben più complessi), Levante dovrebbe totalizzare 20mila unità l’anno.