E’ l’Italia il paese che in giugno ha avuto l’incremento più elevato delle vendite di auto tra i cinque maggiori mercati dell’Unione Europea. Le immatricolazioni nel nostro Paese sono infatti aumentate dell’11,9% in un contesto dell’intera Unione che nel mese scorso ha fatto registrare un incremento complessivo del 6,9%. Si tratta della 34a crescita consecutiva che, sostiene il Centro Studi Promotor, segna un ulteriore passo avanti sulla strada che alla fine dell’anno porterà il mercato auto dell’Unione assai vicino ai livelli ante-crisi, che potranno essere raggiunti con ogni probabilità nel 2017. Proiettando l’incremento del primo semestre sull’intero anno si ottiene infatti un volume di immatricolazioni di 14.990.409 unità che è inferiore soltanto del 3,7% rispetto alle 15.573.611 unità immatricolate nel 2007.

Tornando ai dati di giugno, decisamente positivi sono i risultati ottenuti nei cinque maggiori mercati che complessivamente assorbono il 76,2% delle immatricolazioni dell’area. Della crescita dell’Italia si è detto (+11,9%). Va aggiunto che nella graduatoria per tasso di sviluppo un incremento molto vicino a quello italiano viene registrato dalla Spagna (11,2%) dove però la crescita delle immatricolazioni è sempre sostenuta dal piano di incentivazione Pive.

Al terzo posto per crescita (+8,3%), ma al primo per volume di immatricolazioni, si colloca la Germania, mentre la Francia fa registrare un incremento dello 0,8% e nel Regno Unito, dopo una serie di 50 crescite mensili interrotte soltanto da un piccolo calo in ottobre 2015 (-1,1%), le immatricolazioni mostrano qualche segno di stanchezza con una modesta contrazione (-0,8%).

Venendo ai dati del primo semestre, il consuntivo è decisamente positivo, non solo per i cinque maggiori mercati, ma addirittura per tutti i 28 mercati dell’Unione con la sola eccezione dell’Olanda, che accusa una contrazione del 3,6%.

Ci si può chiedere quali siano le ragioni che sostengono la forte ripresa del mercato dell’auto in un momento in cui la congiuntura economica dell’Unione non è particolarmente brillante e in cui aumentano i motivi di preoccupazione per il futuro prossimo e meno prossimo. “Una possibile risposta - afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - sta nel fatto che il settore dell’auto, soprattutto nella fascia mediterranea della zona euro è stato colpito molto duramente durante la crisi e ciò ha comportato il rinvio di forti contingenti di domanda di sostituzione che stanno cominciando a scaricarsi sul mercato. Vi è però anche un altro elemento che incide sulla primavera del mercato dell’auto in Europa ed è il fatto che, nonostante i buoni propositi e le speranze di molti, alternative concrete all’automobile non se ne vedono. Anzi il futuro sembra essere sempre più dell’automobile in Italia, in Europa e nel mondo con la prospettiva che le utopie di alcuni visionari di non tanto tempo fa nell’arco di pochi anni non saranno più utopie, ma realtà a portata di mano. Mi riferisco ovviamente all’auto a guida autonoma e all’obiettivo zero morti e zero incidenti sulle strade”.