A poco più di un anno dalla presentazione-evento del 24 giugno, l’Alfa Romeo Giulia è arrivata finalmente sul mercato anche nelle “terrene” versioni diesel, che si affiancano al 2.0 Turbo Benzina e alla stratosferica Quadrifoglio da 510 CV. A giugno sono iniziate le consegne e sono iniziati a fioccare gli ordini, tanto che lo stabilimento di Cassino sta lavorando a piena potenza su tre turni per soddisfare tutte le richieste. Nei prossimi mesi, dunque è lecito attendersi un boom delle immatricolazioni, dopo che nel primo bimestre di commercializzazione le vendite si sono attestate su circa 800 unità/mese, un ottimo risultato considerando le medie del segmento. Ma come si posiziona l’Alfa Giulia rispetto alla concorrenza diretta?

Intanto bisogna intendersi su quali siano le sue concorrenti. Listino alla mano se ne possono identificare cinque, di cui tre storiche e due outsider. Si tratta rispettivamente della “triade tedesca” – presa in giro tempo fa in uno spot – Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C e della coppia anglo-svedese formata dalla Jaguar XE e dalla Volvo S60. Tutte queste auto sono disponibili con un 2 litri (o 2.2) turbodiesel 4 cilindri in almeno due livelli di potenza ed è proprio il primo tra questi che prendiamo in considerazione, quello da 150 CV o comunque il valore più vicino a questa soglia. Alfa Romeo, Audi, BMW e Volvo, rispettano la cifra tonda, mentre Jaguar sale a 163 CV; per Mercedes il discorso è diverso, perché il suo 1.6 litri di origine Renault si ferma a 136 CV, mentre il 2.2 ne ha 170.

Parlando di prestazioni, la Giulia si posiziona al vertice, battuta solo dalla Jaguar XE che ha una migliore velocità massima (227 contro 220 km/h) ma la stessa accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi. L’Audi A4 arriva a 221 km/h ma impiega 8,9 secondi nello scatto da fermo, mentre la BMW si ferma a 215 km/h e 8,6 s. Quanto ai consumi, la berlina del Biscione è quella che consuma di più, 4,2 L/100 km nel ciclo misto, contro i 3,8-4 L/100 km delle concorrenti. La Giulia, però, primeggia in coppia motrice, con i 380 Nm che sono eguagliati solo dalla solita Jaguar XE, che ha comunque 13 CV in più; insomma, la spinta è garantita e il cuore sportivo Alfa Romeo batte più forte che mai.

Ma quanto costa mettersi al volante della Alfa Romeo Giulia? Listino alla mano, almeno 35.500 euro (qui il listino completo), con cui si porta a casa proprio la versione di cui abbiamo parlato, con il cambio manuale a 6 marce. Per l’Audi A4 2.0 TDI 150 CV servono 36.650 euro e per la BMW 318d 36.150 euro; la Jaguar XE 2.0 D Turbo Pure costa 38.050 euro, la Mercedes C 200 d Executive 37.761 euro e la Volvo S60 D3 33.600 euro. Controllando l’equipaggiamento di serie, tuttavia, emergono alcune differenze di non poco conto.

Per esempio, già dall’allestimento base, la Giulia ha di serie il climatizzatore automatico bi-zona, il cruise control, il sensore crepuscolare e quello per la pioggia, la frenata automatica di emergenza e l’allerta per il mantenimento di corsia. Considerando, dunque, il prezzo base e il livello di dotazioni di serie, la Giulia sembra essere la scelta migliore rispetto al rapporto prezzo/contenuti.

E non c’è nemmeno bisogno di spendere molto per quegli optional “obbligatori” senza i quali l’auto perderebbe in qualità complessiva. Le uniche opzioni da aggiungere per completare l’allestimento, sono i due pacchetti denominati “Clima” e “Convenience” che costano rispettivamente 250 e 750 euro e comprendono: bocchetta climatizzazione sedili posteriori, dispositivo rilevamento odori, ingresso USB posteriore, parabrezza atermico, secondo ingresso USB frontale e vano portaoggetti su plancia refrigerato, il primo; aletta parasole lato guidatore con specchio illuminato, keyless entry (porte anteriori), luci di cortesia su maniglie esterne e vano portaoggetti lato guidatore.