C'è chi, come Amazon, sperimenta la consegna attraverso l'utilizzo di droni e chi, è il caso di Uber, li sfrutta come originale strumento di marketing. E' accaduto a Città del Messico, dove il servizio UberPOOL può contare ben 50 mila guidatori registrati e disponibili a portare a destinazione quanti scelgono di rinunciare all'auto, in una megalopoli - 24 milioni di abitanti nell'area urbana, al 2013 - congestionata dal traffico. Il fatto è rilevante anzitutto per la modalità di comunicazione scelta, quando si discute ancora della capacità dei tradizionali cartelloni pubblicitari di distogliere l'attenzione degli automobilisti.

Ritrovarsi una serie di droni sospesi in volo non può essere la strada da seguire e poco importa che le auto siano imbottigliate o procedano lentamente. Un portavoce di Uber ha confermato che l'iniziativa resterà unica e non verrà replicata su altri mercati. Detto di come sia necessaria un'autorizzazione perché si possano "alzare in volo" i droni e svolgere l'attività pubblicitaria, resta l'interrogativo della sicurezza in strada. Per le distrazioni possibili, ma anche in caso di malfunzionamento del drone e di incidente. 

La strategia della società che promuove i servizi di car pooling cerca un'espansione internazionale, puntando forte sui mercati dell'America Latina, dove può contare già un'ottima presenza, essendo il Brasile il terzo paese più importante per il volume d'affari, dopo Stati Uniti e India. Secondo un report di Bloomberg, entro la fine del 2017, le 65 città nelle quali è offerto il servizio nell'area dell'America Latina dovranno raddoppiare, puntando sull'assenza di un concorrenza forte, se non sulle veementi proteste dei tassisti delle città nelle quali opera Uber e le diatribe con i governi nazionali, dall'Argentina alla Colombia.

Messico e Sud America come aree nelle quali poter sviluppare il business, dopo l'uscita dal mercato cinese, con in mano una quota del 17,5% della concorrente Didi Chuxing, sfidata senza successo sul campo ma con profitto se si guarda all'operazione finanziaria in sé. 

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Tornando alla pubblicità con i droni, i cartelli esposti riportavano gli slogan: "La città sarebbe tua, non di 5.5 milioni di auto" e "Guidare? Ecco perché non riesci mai a vedere i vulcani", con riferimento alla cappa di inquinamento che soffoca la città e ha portato lo scorso maggio a un blocco della circolazione per oltre 2 milioni di veicoli per 3 giorni. 

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