“Era molto facile lavorare con Lamborghini, perché non era una persone che voleva decidere qualsiasi cosa. Se pensava che potevi cavartela da solo ti lasciava fare. Dopo Lamborghini non ho più lavorato come dipendente, perché era impossibile trovare un altro imprenditore così”.

Ora Paolo Stanzani ha raggiunto il suo datore di lavoro, Ferruccio. L’ingegnere, bolognese classe 1936, è venuto a mancare a 81 anni. Giovane assistente all’Università di Bologna, nei primi anni ’60 venne contattato da “un’industriale che si è messo in testa di costruire automobili”. Era Lamborghini. “Cosa stai a fare all’Università?” chiese il fondatore della Casa di Sant’Agata a Stanzani, che dal 1963 divenne tra principali protagonisti della storia della Lamborghini.

Occupandosi inizialmente dei calcoli dimensionali-strutturali, del Reparto Esperienze (Sale prova motori, Prove su strada, Omologazione) e dei rapporti con le Carrozzerie (Touring, Bertone, Marazzi, Zagato, Silat). È l'epoca della 350 GT, 400 GT, Islero e soprattutto della Miura. Considerato uno dei padri della Miura per lo sviluppo tecnico, dalla metà del 1967 assume l’incarico di Direttore Generale e Direttore Tecnico, succedendo a Gian Paolo Dallara. 

Lasciata la Lamborghini poco dopo la vendita dell’azienda da parte del fondatore, Stanzani partecipò alla rinascita del marchio Bugatti e al progetto EB110, prima di iniziare una collaborazione con Gian Carlo Minardi, che lo ricorda così: "Stanzani è stato un mio partner in F1 quando la Scuderia Italia è entrata a far parte del Minardi Team. Insieme abbiamo condiviso diverse decisioni. Ci siamo rivisti a Imola in occasione dell’Historic Minardi Day e a Natale ci siamo scambiati gli auguri. Un abbraccio, in particolare, a sua figlia Chiara".