Jeep è il marchio più nobile che FCA possiede perché è da sempre sinonimo di fuoristrada. Ha letteralmente “inventato” la categoria degli Sport Utility più fuoristradistici.

Ma nel momento in cui è esploso il mercato dei Suv compatti (4,30-4,40 metri) Jeep si è trovata spiazzata perché aveva a catalogo il più vecchio e datato dei Suv sul mercato: la Compass, che risale al 2006 quando il marchio era ancora di Mercedes.

Che anche se era stata ristilizzata nel 2011, tradiva le sue origini di progetto vecchio. Finalmente Jeep ha lanciato la nuova versione di Compass. Il nome significa “bussola” ed evoca facilmente il concetto di avventura.

È un Suv intermedio lungo 4,40 metri, l’anello che mancava per chiudere la gamma del marchio americano che parte dalla Renegade (costruita in Italia sulla linea della 500X) e le più grandi Cherokee e Grand Cherokee rinnovate da poco.

La Compass sarà venduta inizialmente negli Stati Uniti e arriverà in Italia soltanto nella seconda parte finale del 2017 (sembra in autunno), ma sarà una macchina molto importante per il nostro mercato. Perché andrà a sfidarsi con la categoria di vetture che sono le più desiderate dagli automobilisti italiani e ambisce a rivaleggiare con i Suv di lusso come Audi Q3 e Bmw X1.

La Compass è costruita in Messico (per gli Usa), in Brasile per l’Europa, in India e Cina. Anche se era circolata la voce (smentita) che potesse essere costruita a Pomigliano dove si fa la Giulietta. La nuova Compass ha un design originale, con gli stilemi che caratterizzano le Jeep a partire dalla griglia a sette feritoie sulla calandra.

È costruita sulla piattaforma “small wide” di FCA, quella da cui è ricavata la Tipo e molte macchine medie del gruppo. È lunga 439,4 centimetri, quindi è la perfetta via di mezzo tra la Renegade (420 cm) e la Cherokee (463 cm).

Ed è molto curata negli allestimenti perché Jeep vuol dare alla Compass una immagine premium, di qualità e ricchezza per battersi contro i marchi più blasonati, non quelli popolari. In pratica vuol farne una specie di Grand Cherokee in miniatura, per chi non può permettersi il Suv più grande e lussuoso del marchio.

La Compass monta tutte le migliori tecnologie ormai standard nel mercato: vanta 70 sistemi di assistenza alla guida in termini di sicurezza e comfort, fra cui il Lane Sense Departure warning Plus che sorveglia il cambio corsia e può imprimere coppia al volante per una lieve sterzata. E il cruise control adattivo che possiede anche la possibilità di rallentare e frenare fino all’arresto.

Sul mercato Usa, sarà anche in versione “Trailhawk” che è quella più fuoristradistica, con cambio dotato di ridotte con un rapporto di demoltiplicazione 20:1. La Compass è offerta in 12 colori. Ha interni molto curati e rifiniti, un volante di forte personalità e una ricca plancia dominata da un grande schermo centrale touchscreen da 8,4 pollici con il più recente sistema Uconnect.

La Compass americana monta un propulsore 2.4 a benzina multiair da 180 cavalli, in Europa e in Italia invece arriverà con i diesel 1.6 e 2 litri multi-jet più graditi al mercato nostrano. La trasmissione si basa su un cambio automatico a 9 marce, quello usato anche sulla 500X e sulla Renegade; è di serie in tutte le versioni 4x4 ma c’è il manuale 6 marce sulla 4x2.

Le versioni integrali di Compass sono provviste del sistema di trazione Jeep Active Drive, che in modo trasparente per il pilota, grazie a una frizione in bagno d’olio, gestisce la coppia fra i due assi a seconda dello slittamento riscontrato dalla centralina di bordo. In più il sistema ha logiche diverse di funzionamento per la motricità ( Jeep Selec-Terrain) in funzione dei vari fondi: automatico, fango, neve, sabbia. Sulla Trailhawk con le ridotte, c’è in più la funzione “roccia” per andare sopra le pietraie.

JEEP LA GAMMA E IL LISTINO PREZZI