Chiunque ami guidare conosce quel brivido sottile che si prova quando il retrotreno sta per partire in un sovrasterzo di potenza. È questione di attimi, ma c’è un preciso momento in cui il pneumatico cede alla coppia e il posteriore dell’auto inizia a scivolare verso l’esterno. A quel punto è tutto nelle mani e nella mente del guidatore: se lo scopo è il tempo sul giro bisogna parzializzare per evitare di perdere troppo terreno, se invece è il puro divertimento ci si può sbizzarrire e, aiutati da un bel differenziale autobloccante, cercare di farsi pagare almeno una birra dal proprio gommista (magari senza riportagli la macchina sui cerchi). Insomma, come dice Miki Biasion “La cosa più bella che può fare un uomo vestito è guidare di traverso” e a un bi-campione del mondo di rally non si può certo dare torto.
 
Anzi, l’unica cosa da fare è seguire il suo consiglio e trasformare la propria vita in una filosofica ricerca della derapata perfetta. Piazzali vuoti, circuiti, sterrati, rotonde deserte…tutto fa brodo, ovviamente cercando di non esagerare e non farsi arrestare. A questo punto manca solo l’auto adatta, che può essere a trazione posteriore oppure integrale. Tralasciando le supercar, che sono appannaggio di pochi, e mettendo da parte le “solite note” giapponesi – Mazda MX-5 e Toyota GT-86 – che pur essendo perfette per lo scopo hanno il difetto dei due posti secchi (o quasi), che per molti rappresenta un problema, non rimane poi molta scelta. Sì, ci sono le BMW, ma tolta qualche Serie 1 a prezzi accettabili, per portarsi a casa una “drifting machine” bisogna investire cifre non da poco.
 
Guardando il listino, insomma, non c’è molto da sorridere ma c’è una categoria di auto che in una fascia di prezzo compresa tra i 40.000 e i 50.000 euro, può rappresentare la quadratura del cerchio. Sono le compatte sportive – o hot hatch come le definiscono gli inglesi – da oltre 300 CV, tutte a cinque porte e tutte a trazione posteriore o integrale. Certo, permane il problema del superbollo, ma facciamo finta per un attimo di vivere in un altro paese europeo a caso, dove questo nefasto balzello non esiste. Considerando che i moderni motori turbo riescono anche a superare il 10 chilometri con un litro nella guida “civile”, possiamo affermare che le auto perfette esistono e si può scegliere tra ben cinque modelli! In altre parole, si può acquistare una sola auto e con questa seguire il consiglio di Biasion e andare in vacanza con la famiglia!
 
BMW M140i (addirittura con doppia scelta di trazione, posteriore o integrale), Ford Focus RS, Mercedes A45 AMG e Volkswagen Golf R, a cui bisogna aggiungere l’Audi RS3 Sportback, di cui è stata appena presentata la versione aggiornata che per la prima volta porta l’intera categoria in “zona 400 CV”. In attesa che a Stoccarda facciano la loro mossa – non ci vuole poi molto a passare da 381 CV a oltre 400 – e che Ford presenti la Focus RS 500, iniziamo a fantasticare di interminabili traversi e intossicazioni da fumo delle gomme nell’abitacolo. Tutto questo a un prezzo accettabile e senza la certezza di dover affrontare una causa di divorzio. 
 
Bello vero? Non proprio, perché purtroppo di queste cinque auto, solo due sono adatte allo scopo. Il colpevole è noto, di nome fa  “frizione multidisco in bagno d’olio” e di cognome fa, in due casi Haldex, e in un caso 4Matic. Audi, Mercedes e Volkswagen sono trazioni integrali “on demand” e per quanto l’elettronica e l’idraulica siano reattive, serve sempre che le ruote anteriori slittino per far spostare la coppia al posteriore. Anche se il passaggio è rapidissimo, il risultato è fallimentare. Con nessuna di queste tre auto si può uscire da un tornante “scodinzolando” e tantomeno esibirsi in una derapata controllata. Sono solo vetture velocissime, talmente incollate alla strada da non temere nessuno su un passo di montagna, ma con loro quel piacere teorizzato da Miki Biasion non può essere raggiunto. 
 
Non rimane, dunque, che affidarsi alla BMW M140i o alla Focus RS, uniche esponenti di una razza ormai quasi estinta. Considerando, però, che la prossima generazione di Serie 1 sarà a trazione anteriore, bisogna sperare che dalle parti di Dearborn non smettano mai di pensare agli appassionati e che continuino a produrre la loro trazione integrale dotata di torque vectoring e di drift mode, fino alla fine dei tempi. Ovviamente, se qualche altro costruttore vorrà seguire il buon esempio degli americani, sarà sempre il benvenuto tra noi seguaci del “vate” Biasion.