All’evento di presentazione dell’Alfa Romeo Stelvio dedicato al fan club di “Instagramers” c’era anche Antonio Giovinazzi. Ancora sconosciuto al grande pubblico, potrebbe presto diventare più familiare, visto che la Ferrari lo ha ingaggiato come terza guida per il campionato di Formula 1 2017. Ventitrenne di Martina Franca, Giovinazzi ha da poco compiuto 23 anni ed è il vice-campione in carica della GP2, ovvero quanto di più simile a una F1 esista. Sebbene abbia ancora tutto da dimostrare, ha dalla sua la stima di Sergio Marchionne, che di lui ha detto “Ci piace, è un gran pilota e abbiamo proprio bisogno di talenti che siano pronti a mettersi in gioco”.

E se il numero uno di Ferrari e FCA lo ha voluto accanto all’Alfa Romeo Stelvio, evidentemente lo stima anche come uomo-immagine, visto che recentemente al marchio Alfa sono stati accostati piloti del calibro di Vettel, Raikkonen e Fisichella. Quest’ultimo, poi, ci ricorda il tutt’altro che idilliaco feeling dei piloti italiani con la Formula 1 e, ancora peggio, con la Scuderia Ferrari. Basti pensare che l’ultimo ad aver vinto una gara con una monoposto del Cavallino Rampante è stato Michele Alboreto nel 1985. Dopo di lui solo Badoer e Fisichella hanno preso parte a un Gran Premio al volante di una Ferrari, ma senza successo.

Insomma, se dalla Stelvio dipenderà gran parte del rilancio commerciale del Biscione e di conseguenza anche un suo eventuale futuro sportivo in Formula 1, da Giovinazzi potrebbe anche passare una sorta di rilancio della Formula 1 tra il pubblico italiano, in particolare quello nazional-popolare che si è “addormentato” con la fine del ciclo dei cinque mondiali di Schumacher. Se poi si vuole proprio volare con la fantasia, sognando a occhi aperti, si può anche immaginare Giovinazzi al volante di una Formula 1 marchiata (o almeno motorizzata) Alfa Romeo, ma appunto, solo di un sogno si tratterebbe. Almeno per ora.