Dalla fine dello scorso anno è emerso con chiarezza che i tempi per ottenere o rinnovare la patente di guida, o per richiederne un duplicato, in molte località italiane si sono allungati troppo soprattutto per la carenza di personale della Motorizzazione Civile.

Da qui controlli e procedure veloci e superficiali, che hanno finito col declassare a una formalità il rinnovo o l’ottenimento della patente. Documento già pesantemente minato nel suo prestigio dalla incredibile decisione del Governo di un anno fa, passata nell’indifferenza generale, che ha depenalizzato la guida senza patente riducendola ad un semplice reato amministrativo col risultato che in alcuni casi, anche abbastanza gravi, si paga una multa e poi via, di nuovo in strada.

Questa fase di stallo ha favorito alcuni disonesti operatori del settore, che propongono all’utente “scorciatoie” illegali per il rinnovo o il conseguimento della patente. Le cronache spesso ci parlano di casi di questo tipo, denominati “patenti  facili”.

E che ha portato, ad esempio, ad una settantina di persone indagate a Manduria (Taranto) , per rinnovo e il rilascio soprattutto di patenti professionali e per i mezzi pesanti. Oppure quella dello scorso settembre che ha visto coinvolti due medici della ASL di Vieste (Foggia) rilasciare certificati falsi in ottica patente. O quella del 2015 con la Polizia Stradale di Caserta che ha sequestrato ben 150 patenti, soprattutto professionali, rilasciate in maniera decisamente sospetta da un consorzio di autoscuole, i cui dirigenti sono indagati.

La questione è stata sollevata con forza da Emilio Patella, Segretario nazionale delle autoscuole italiane Unasca, che ha anche rilevato, di fronte ad una media nazionale dei candidati bocciati agli esami di guida dell’11%, una disinvolta percentuale del 4% in molte Provincie del sud Italia provocata dal “collasso delle Motorizzazioni”, oltre a chiedere corsi di formazione aggiornati anche per il rinnovo delle patenti.

Perchè accade tutto questo? La spending review introdotta dal Governo nel 2008 ha ridotto via via il personale di quegli uffici da circa 5.500 unità a 3.500, che non riescono a smaltire in tempi decenti l’aumentata richiesta di esami di guida, in crescita parallela alla ripresa post-crisi del settore auto.

Inoltre, nota dolente, a maggio del 2014 il Governo annunciò l’archivio unico dei veicoli con l’accorpamento delle funzioni della Motorizzazione Civile e del PRA - gestito dall’ACI - per risparmiare 220 milioni, porre fine a quella assurda duplicazione del doppio documento di circolazione, un “privilegio” soltanto italiano, e soprattutto rinforzare le strutture della Motorizzazione.

Ma dopo quell’annuncio nulla è stato fatto, non ci sono i decreti attuativi, è cambiato il Governo e probabilmente questo logico accorpamento non si farà mai più.