Ma dove vai se la storia non la sai? Per quanto i 700 cavalli della nuova Porsche 911 GT2 RS facciano scalpore, c’è tutto un passato da raccontare. Non è la prima e molto probabilmente non sarà l’ultima Nove Uno Uno a fregiarsi della sigla GT2.

Sigla che marca stretta il mondo delle corse, almeno nella prima edizione. E che rivela un legame ultraventennale con l’altra sportiva di Zuffenhausen, la Turbo. Che dalla serie 993 in avanti decise di cedere al fascino della trazione integrale, lasciando un vuoto nel cuore dei puristi della guida più estrema ed appagante, quella con trazione posteriore.

Così, approfittando proprio della “scusa” delle corse, nel 1995 fu proprio la prima 911 GT2 a rimettere in chiaro le cose. Vettura che era stata presentata l’anno precedente al Salone di Essen. In posizione posteriore a sbalzo, c’era il celebre sei cilindri boxer di 3,6 litri raffreddato ad aria della Turbo, riveduto e corretto per essere portato all’estremo del suo potenziale. Così, per aumentare i valori di coppia e potenza, i tecnici Porsche intervennero su pressione del turbo e centralina. Il risultato finale fece passare la potenza dai 408 cv della Turbo ai 430 cv, sempre a 5.750 giri/min, della GT2. La coppia rimase invece la stessa: 540 Nm. La trazione era rigorosamente posteriore.

Il nome in codice dell’unità della GT2 era M64/60 R, coadiuvata da una trasmissione formata da un cambio manuale sei marce rinforzato e da un differenziale autobloccante. I freni rimasero gli stessi della Turbo, mentre il comparto sospensioni venne profondamente modificato, e alleggerito il corpo vettura: il cui peso era inferiore di oltre 200 kg rispetto alla versione da cui derivava. Furono realizzati ufficialmente 202 esemplari, suddivisi fra 110 da corsa, 57 stradali e poco più di una trentina di GT2 Evo per le gare in categoria classe Fia GT.

Chiuso un capitolo, si dovette attendere sino al 2001 per aprirne un secondo, quando al Salone di Detroit venne presentata la nuova Porsche 911 GT2. Una vettura completamente nuova basata sulla serie 996. Sebbene il legame con le corse di questa edizione fosse solo fittizio, perché c’era già la GT3 aspirata a farne le veci, il quadro prestazionale della più sportiva di Casa Porsche era ovviamente in linea con lo status GT2. Il motore boxer 6 cilindri di 3,6 litri acquisì il raffreddamento ad acqua come tutta la serie 996 e le 4 valvole per cilindro; la potenza salì a 462 cv e la coppia motrice a 620 Nm, senza contare una riduzione di peso di 100 kg rispetto alla Turbo da cui derivava.

Il tratto distintivo era rappresentato dalla particolare forma delle prese d’aria anteriori e dello sfogo d’aria “a baffo” posizionato davanti al cofano anteriore. Una scelta tattica, studiata per ottimizzare i flussi aerodinamici. Della 996 GT2 ci fu anche una seconda versione, ancora più performante, che arrivò nell’aprile del 2003. Conosciuta da alcuni come “Mk II”, montava cerchi differenti rispetto alla prima edizione, oltre ad un bagaglio tecnologico aggiornato. La potenza massima passava a quota 483 cv e la coppia a 640 Nm.

Prima di giungere al presente, c’è ancora una GT2 da menzionare, basata sulla serie 997, quella del ritorno al faro anteriore tondo. Presentata al pubblico proprio 10 anni fa, aveva i freni carbo-ceramici (PCCB), le sospensioni attive controllate elettronicamente (PASM) e il controllo della stabilità (PSM). A cui si aggiunsero il Launch Assistant, ma soprattutto l’impianto di scarico in titanio. Il motore turbo erogava 530 cv e 680 Nm di coppia motrice in versione GT2. Numeri a cui seguirono quelli di una versione ancor più performante, la prima GT2 ribattezzata RS, prodotta in soli 500 esemplari: 620 cv di potenza, 330 km/h di velocità e soli 3,5 secondi da 0 a 100 km/h.

Si arriva ai giorni nostri, quelli della nuova 911 GT2 RS su base 991; quella da 700 cavalli menzionati all’inizio dell’articolo. Che si presenta come la Nove Uno Uno più potente di sempre. Potendo anche contare su una coppia che tocca i 750 Nm. Il motore è il boxer 3,8 litri di Turbo S, ma i 120 cv in più arrivano da turbine maggiorate e da un sistema che spruzza acqua sugli intercooler per raffreddare l’aria di alimentazione. Scarico in titanio 7 kg più leggero e cambio doppia frizione PDK a sette marce, sono solo alcune delle specifiche della nuova GT2 RS.

Una vettura in grado di scendere sotto la soglia dei 3 secondi quando si tratta di passare da 0 a 100 km/h e che vanta una velocità massima di 340 cavalli. Chi vuole può acquistare in optional anche il pacchetto Weissach (dal nome del reparto corse Porsche) che con tetto in carbonio e cerchi in magnesio e altri componenti alleggeriti riduce il peso dell’auto di altri 30 kg.

IL SIGNIFICATO DELLA SIGLA

La sigla della Porsche più potente di tutta la gamma proviene dal mondo delle corse. Identifica una delle classi Fia di omologazione per gare GT. Quando Porsche costruì la prima versione estrema della sua 911 Turbo lo fece in chiave racing; per questo preferì la trazione posteriore all’integrale.

All’epoca la federazione prevedeva nel regolamento GT due classi: GT1 (prototipi veri e propri) e GT2, che erano granturismo derivate dalla serie ed elaborate.

Porsche derivò la GT2 da corsa per i piloti privati dalla 911 turbo stradale. Nel 1996 costruì anche un prototipo GT1 più performante con cui nel 1998 vinse la 24 Ore di Le Mans.

Poi il nome GT2 rimase a identificare il modello stradale più estremo. Anni dopo la Fia introdusse anche la classe N-GT e Porsche derivò una versione da corsa della sua 911 aspirata che ribattezzò GT3.