Il mondo si può vedere da opposte direzioni, anche questo il suo bello. Questione di punti di vista. E così si possono disegnare automobili seguendo la filosofia degli opposti e tracciando linee che potrebbero essere, a una prima occhiata, agli antipodi di altre. Questo abbiamo pensato quando Klaus Bischoff, responsabile del design della Volkswagen, ha presentato i modelli più recenti, dalla berlina-coupé Arteon alla nuova Polo. La Polo 6, quella della svolta nella epopea della city-car tedesca nata nel 1974, è spaziosa e abitabile, futurista e tecnologica. Ma anche aggressiva e caratterizzata da linee nette e marcata, in assoluta controtendenza con quelle della Polo 5, uno dei tanti capolavori stilistici di Walter de Silva che, nel 2009, quando era il responsabile del design di tutto il Gruppo VW, tracciò un profilo quasi perfetto, privo di fronzoli, votato alla pulizia stilistica più estrema. Tanto che, ancora oggi, la Polo 5 è ritenuta una delle “segmento B” più riuscite di tutti i tempi. Bene, che ha fatto Bischoff quando si è trovato di fronte al foglio bianco per disegnare l’erede di quel modello? Ha cambiato parecchio, lavorando nel segno della sportività più totale.

RISULTATO? La Polo 6 è agli antipodi rispetto alla 5 di de’ Silva: tanto rigorosa e “pulita” nelle linee era quella, tanto decisa, solcata da scalfature evidenti, passaruota marcati e una griglia ‘importante’ è quella di Bischoff. Che ci spiega:De Silva è stato un buon designer, un maestro con il quale ho lavorato bene. Ma con questa Polo che è ‘mia’ abbiamo voltato pagina. È identificabile immediatamente come l’espressione più originale della sua categoria. Ha un forte impatto, che la fa compatta, pur essendo lunga 4 metri, e più originale nell’ambito della gamma Volkswagen. Un’auto al passo con i tempi, dal punto di vista tecnico ed estetico: l’ho voluta carismatica, di forte impatto. Tutte le versioni dovevano colpire con la loro energia, non soltanto la GTI che abbiamo portato alla potenza di 200 cv grazie al nuovo 2 litri turbo-benzina”.

LE FIANCATE della Polo 6 presentano una linea netta che sale dai fari anteriori sino al montante posteriore, segnando tutto il profilo come uno stilema subito riconoscibile. I fari anteriori a Led sono avvolgenti, il cofano è movimentato, attraversato da due linee che fanno subito pensare a un’auto sportiva, aggressiva e non banale. Bischoff precisa:Come non banale è certamente l’Arteon, la berlina-coupé che abbiamo presentato prima della Polo: con altre dimensioni la Arteon racchiude già il principio di un capitolo nuovo, un momento di ridefinizione dei canoni di stile dell’intero brand che era iniziata con l’attuale generazione della Tiguan, sta proseguendo con Polo e toccherà l’intera gamma. La Arteon, poi, è più bassa e più larga della Passat e restituisce un’interpretazione precisa di ciò che intendiamo per eleganza e sportività”

Tornando alla Polo 6, lo stile della plancia è stato studiato in orizzontale, con una grande fascia di plastica che la attraversa : “Espressiva e capace di integrarsi, esteticamente e tecnologicamente al meglio nella nostra epoca, la Polo ha un grande display con vetro protettivo da 6,5 oppure da 8 pollici a centro plancia. La quale, in effetti, è a sviluppo orizzontale impreziosita dal debutto della strumentazione interamente digitale Active Info Display. Fuori c’è sportività, dentro modernità oltre a spazi maggiori rispetto a prima: è più lunga di 8 cm rispetto alla Polo 5 e supera la soglia dei 4 metri di lunghezza: 4,05. Logico, quindi, che i cm a disposizione di chi guida e di chi viaggia siano aumentati, insieme al confort. Il baule ha una capacità di 351 litri, 71 più di prima”. L’esperienza maturata da Bischoff con una sola... “maglia”, ovvero quella della Volkswagen, da quando è entrato nel Gruppo a fine anni ‘80, ne fanno un fedelissimo del marchio per cui lavora: “In effetti sono innamorato sin da bambino del Beetle, mi piaceva molto la seconda generazione della Polo di inizi anni ‘80 ma forse ancor di più il Bulli. Stiamo lavorando su una versione futuristica del nostro mitico pullmino. A dire la verità, insieme ai miei collaboratori, stiamo lavorando a qualcosa come 75 progetti. E lo facciamo contemporaneamente... Certo, in mezzo a tutti questi c’è anche la prossima Golf, (sorride ndr). Ma non mi tirerete fuori neppure una virgola su come sarà la Golf 8. Nè sugli altri 74 progetti che sto seguendo e mi stanno tenendo impegnato dall’alba al tramonto!”.

L’OTTAVA meraviglia di un’auto che ha fatto storia? Questa sarà la Golf 8? Vista la Polo 6 ce la immaginiamo già: avrà linee più aggressive rispetto all’attuale, un cofano assai “lavorato” come quello della sorellina e fiancate frastagliate e molto movimentate. Come ci ha raccontato Bischoff, è questa la direzione presa dalla Volkswagen per il futuro.