Due anni dopo il debutto Ferrari a Wall Street, Sergio Marchionne torna a suonare la campana che dà quotidianamente il via alle contrattazioni. Alle sue spalle grandi manifesti ricordavano agli operatori il 70° anniversario del Cavallino, mentre all’esterno del New York Stock Exchange facevano bella mostra di sé alcuni dei modelli più rappresentativi della storia Ferrari. 

Marchio, nonostante le recenti batoste della Scuderia (“perdere per un componente da 59 euro dà veramente fastidio”), dalle “potenzialità straordinarie", che sta conquistando il posto che merita sul mercato: "Ci meritiamo di essere qui. È la seconda volta che ci torniamo e vedere le auto in strada fa sempre effetto".

Lo sbarco del Cavallino a Wall Street è stato un successo: in due anni il valore del titolo è più che raddoppiato: 115,98 dollari contro i 52 dollari fissati con l'initial public offering. "Dobbiamo continuare su questa strada. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto un grande lavoro, anche grazie al mio predecessore. Abbiamo creato un'azienda che non ha pari al mondo" aggiunge Marchionne, ringraziando i "ragazzi a Maranello che hanno disegnato macchine bellissime e fanno veramente contenti clienti. Continuiamo così, cerchiamo di fare soldi che è importante e poi la Borsa apprezzerà. Sono contentissimo, veramente"

Il 4 dicembre Lamborghini presenta il super Suv Urus, Ferrari è tra gli ultimi grandi brand ad essere momentaneamente rimasto immune dal trend. Idem per l’elettrico. Sulla questione crossover (non un Suv ma un "Fuv") Marchionne è possibilista ma “serviranno 30 mesi per decidere”. Per quanto riguarda le propulsioni alternative, il presidente sottolinea: “non possiamo togliere i motori dalla Ferrari o perdiamo il senso di ciò che facciamo”