FXX-K è il programma di ricerca e sviluppo della Ferrari, che utilizza le omonime vetture laboratorio, in cui la sigla K richiama la tecnologia Kers per il recupero dell’energia in frenata. A due anni dal debutto della FXX K a Budapest, la Casa di Maranello presenta alle Finali Mondiali del Mugello la versione Evo della hypercar non omologabile per la strada e neppure per le competizioni. L’unico utilizzo previsto è nell’ambito dell’esclusivo programma organizzato da Maranello per i clienti-collaudatori, disposti a pagare circa 4 milioni di euro per un esemplare con cui partecipare a nove appuntamenti nel corso del 2018-19.

La FXX-K Evo svelata al Mugello mantiene lo stesso sistema propulsivo della versione “standard”: 1050 i cavalli complessivi, di cui 860 erogati dal motore termico V12, cui si aggiungono i 190 sviluppati dal motore elettrico con oltre 900 Nm di coppia massima totale.

Le novità della Evo riguardano l’aerodinamica, sviluppata dagli ingegneri in sinergia con i designer del Centro Stile Ferrari, per ottenere valori di carico verticale molto vicini a quelli delle vetture GT3 e GTE. Il coefficiente di carico verticale è stato incrementato del 23% rispetto alla versione precedente, il che equivale a un aumento del 75% a confronto con una LaFerrari. Il valore del carico arriva a 640 kg a 200 km/h, e supera gli 830 kg alla velocità massima della vettura.

Il livello di carico è stato incrementato grazie all’impiego di un’ala fissa a profilo biplano sul retrotreno, sostenuto da due pinne laterali e da una centrale. La funzione di quest’ultimo elemento è duplice: in primo luogo funge da deriva verticale aumentando la stabilità a bassi valori di angolo di imbardata, in secondo luogo fa da supporto a tre generatori di vortici a delta.

L’ala fissa lavora sinergicamente con l’aero attiva dello spoiler posteriore, e i campi di pressione sviluppati dai due sistemi di generazione di carico si sostengono e si amplificano vicendevolmente.

I generatori di vortici agiscono da una parte per pulire il campo di moto che investe l’ala dall’influenza della scia dei radiatori che evacuano sul cofano, in secondo luogo generano una componente di downwash nel flusso che aumenta la capacità di carico del biplano. Il risultato è un incremento del 10% del carico verticale sviluppato dal sistema posteriore.

Anche il disegno del paraurti posteriore è stato rivisto alla luce delle nuove strutture di flusso. Il condotto di scarico dai passaruota posteriori è stato aumentato fino a creare un totale svuotamento del volume dietro le ruote, in modo da permettere una efficace canalizzazione della scia delle ruote con lo scopo di proteggere e ripulire il flusso che interessa il diffusore posteriore, che ne beneficia incrementando del 5% la propria capacità di generare carico efficiente.

Il notevole aumento di carico posteriore ha richiesto una profonda revisione anche del paraurti e dei fondi anteriori, per garantire uno sviluppo bilanciato di forza verticale, così come una modifica alla geometria dei fianchetti., scavando le superfici al di sotto dei proiettori. 

L’effetto suolo è stato poi potenziato grazie all’introduzione di generatori di vortici sul fondo. Questo permette di capitalizzare le accelerazioni indotte dal sistema posteriore e dal fondo anteriore, generando il 30% del carico guadagnato rispetto alla FXX-K.

I superiori livelli di prestazione raggiunti dalla vettura hanno inoltre  richiesto un nuovo design delle prese freni anteriori così come una nuova taratura delle sospensioni. 

Gli interni sono caratterizzati da un nuovo volante derivato dal mondo della Formula 1 con le leve cambio integrate e che ora include anche il manettino del Kers, per un maggior controllo del sistema ed una migliore ergonomia. Inoltre è stato sostituito il display a destra del pilota per visualizzare le riprese della telecamera posteriore con uno di dimensioni maggiori, oggi da 6,5’’.