Un giallo che racconta anche di nervi tesi e pratiche al limite della buona educazione tra concorrenti. O almeno quelle che c'erano fin quando i marchi automobilistici tradizionali non sono stati costretti a confrontarsi con nomi nuovi. Mercedes non parla più con Tesla, dopo aver investito nella compagnia di Elon Musk e nei suoi difficili inizi alcune decine di milioni di dollari, Poi ognuno per la sua strada, fino allo scorso luglio quando, secondo il racconto molto circostanziato il settimanale tedesco Der Spiegel, la casa madre Daimler ha affittato una Model X come un normalissimo cliente, restituendola sette settimane dopo gravemente danneggiata.

Strano, sottolinea Der Spiegel, che Daimler si sia rivolta alla agenzia di autonoleggio della compagnia Sixt gestita dai coniugi Monika Kindlein and Manfred van Rinsum, il tutto come qualsiasi privato cittadino, quando è noto che la pratica è quella di uno scambio tra case automobilistiche in via del tutto ufficiale e abituale.

I danni , sempre secondo Der Spiegel ammontano ad oltre 15.000 euro, ma questo è solo un piccolo tassello della storia. 

I titolari dell'autonoleggio, ricorrendo al sistema di controllo satellitare installato sulla vettura, hanno ricostruito movimenti che vanno dal Mercedes-Benz Technology Center a Sindelfingen fino in Spagna, precisamente a Barcellona, dove è stata utilizzata lungamente su un circuito di test. Unapratica impropria tanto per un “civile” che per una azienda, che non può beneficiare di nessuna copertura assicurativa e neppure una tutela. Der Spiegel ammette che la vettura può essere stata smontata, pezzo per pezzo, ma la replica del portavoce di Daimler sottolinea la normalità di queste pratiche nell'industria. Cosa parzialmente falsa, dal momento che lo scambio di vetture In cortesia tra le case automobilistiche ha il senso di una valutazione comparata sulla qualità di materiali e finiture, oltre che sulle prestazioni. Lo smontaggio per capire come funziona, ovvero il reverse engineering, non è ammesso ufficialmente, ricorda Der Spiegel . Meno che mai da chi noleggia sotto le vesti di un privato.