Toyota esce allo scoperto e punta tutto o quasi sull'ibrido, abbandonando i motori a gasolio. Diesel Free, così si chiama, con un claim piuttosto aggressivo, l'iniziativa della Casa giapponese, che dal 1° gennaio ha tolto dalla gamma delle passenger car, ovvero Yaris, Auris e Rav4, i motori Diesel. Restano tre opzioni di alimentazione: ibrida, benzina o, decisamente più teorica a idrogeno con la Mirai.

Una scelta importante, per uno dei grandi costruttori, che riporta di grande attualità un quesito nell'aria da tempo. I motori a gasolio sono prossimi a essere pensionati? In Italia, bisogna ricordarlo, nel 2017 appena finito hanno rappresentato il 56% del mercato (il 57% nel 2016). Un numero tutt'altro che trascurabile.

Per Toyota/Lexus lo sforzo è sicuramente meno importante di altri colossi. Va detto che restano con motori Diesel i fuoristrada e i veicoli commerciali, quali Hilux, Land Cruiser, Proace e Proace Verso. Ma il passo è di quelli decisivi: anche i benzina puri in gamma sono pochi: 1.0, 1.2, 1.5 e 2.0 litri.

La strada non è così immediata. La stessa Toyota ha fissato il 2030 come traguardo per produrre 5,5 milioni di vetture elettrificate l’anno, incluso 1 milione di veicoli a zero emissioni. Ovvero elettriche a batteria (BEV, Battery Electric Vehicle) o a idrogeno (FCEV, Fuel Cell Electric Vehicle).

Al passo con Toyota sono comunque in tanti. In primis Volvo, che dal 2019 avrà in gamma solo auto elettrificate, ibride ed elettriche. E questo a livello mondiale: una sfida ancora più estrema.

Volkswagen allo scorso Salone di Francoforte ha annunciato 50 auto elettriche e 30 ibride entro il 2025. Rilanciando in seguito, assieme agli altri colossi, Mercedes e BMW. Lo stesso vale per PSA. 

Allora il Diesel è davvero finito? I numeri attuali dicono di no, ma la certezza è che in futuro non crescerà, anzi. In Francia nel 2017 è sceso sotto la soglia del 50%.

Ma la questione è ancora lunga. Audi sta proseguendo nello sviluppo del Diesel sintetico (un pallino germanico sin dalla seconda guerra mondiale) e la stessa VW ha dichiarato di fare ricerca per propulsori a gasolio sempre più efficienti. Le strade sono molteplici: il tempo e il mercato potranno dare delle risposte.