L’Europa dell’auto vale ancora. Per essere precisi un quinto del mercato mondiale, di cui nel 2017 ha rappresentato il 21%.

Nell’anno passato l’Unione Europea nel 2017 ha fatto registrare 15.137.732 immatricolazioni con una crescita del 3,4%. Il tutto nonostante un calo del 4,8% nel mese di dicembre. Non tutti i 28 stati vanno alla stessa velocità, questo è chiaro, ma moltissimi hanno chiuso in attivo, soprattutto i paesi più importanti, a parte la Gran Bretagna e tre piccoli mercati: Finlandia, Danimarca e Irlanda.  

I Big Five. Il mercato più importante si conferma quello della Germania con 3.441.262 immatricolazioni, ma il mercato più dinamico è invece quello italiano con un tasso di crescita del 7,9%. Il mercato tedesco con quattro crescite consecutive ha toccato il livello più alto dal 2009, mentre il mercato italiano è ancora decisamente lontano dai livelli ante-crisi, ma negli ultimi quattro anni ha avuto una crescita del 51% rispetto al minimo del 2013 e con 1.970.497 immatricolazioni ha riconquistato l’ottava posizione tra i maggiori mercati del mondo.


Gli altri tre grandi mercati della pattuglia dei cinque maggiori dell’Unione sono quelli del Regno Unito, della Francia e della Spagna. Il mercato del Regno Unito ha toccato quota 2.540.617, un livello decisamente elevato, anche se rispetto al record del 2016 si registra un calo del 5,7% dovuto soprattutto alle incognite della Brexit e all’introduzione nel corso del 2017 di un’imposta legata alle emissioni di CO2. Il mercato francese ha toccato quota 2.110.748 con una crescita del 4,7%. Il mercato spagnolo infine con 1.234.931 immatricolazioni ha messo a segno un tasso di crescita soltanto lievemente inferiore a quello dell’Italia (+7,7%), ma è comunque ancora lontano dai livelli ante-crisi.

A Oriente si corre. Buone le performance dei paesi dell’est europeo che crescono quasi tutti con tassi a due cifre. Degna di nota è la crescita del mercato greco (+11,7%) e quella del mercato portoghese (+7,1%) che insieme ai mercati di Italia e Spagna sono stati particolarmente colpiti dalla crisi delle immatricolazioni innescata dal crollo dell’economia a cavallo tra il 2007 e il 2008. Le novità tecnologiche dei prossimi anni, come i progressi della guida autonoma e delle motorizzazioni ecologiche, ibride ed elettriche, potrebbero contribuente a mantenere una situazione “frizzante”.