SANREMO. Suzuki e il Festival di Sanremo, un'armonia che non stona e non prende stecche, neppure quest'anno. Sotto i riflettori del Teatro Ariston non ci sono soltanto il Direttore Artistico Claudio Baglioni, i due conduttori Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, i 20 artisti big e gli otto giovani in gara.

Tutta la gamma dei modelli Suzuki a trazione integrale 4WD Allgrip (Ignis e Swift le ultime novità, affiancate da S-Cross e Vitara) accompagna giorno dopo giorno — anzi, sera dopo sera — la 68esima edizione della kermesse canora. Al volante delle Suzuki integrali siamo andati a scoprire i segreti e il "dietrolequinte" del Festival, ascoltando le canzoni dall'Ariston e, dopo attento esame come farebbe una professoressa di latino al liceo, abbiamo diviso i cantanti big in gara in tre sezioni, a seconda del risultato che stanno ottenendo in gara e in previsione della finalissima di sabato che decrterà il vincitore.

La prima è la "Full", ovvero quella che riguarda i cantanti che hanno il… serbatoio della loro Suzuki pieno. Sono quelli che ci hanno più convinto e che dovrebbero, secondo i gusti di AUTO.IT, giocarsi la vittoria. La seconda è "Metà serbatoio" con le canzoni che hanno convinto ma non appieno e non hanno tanti chilometri come autonomia. La terza è "Riserva secca" per i brani che sono in pieno allarme rosso. Ecco la nostra specialissima classifica.

 

FULL

RON (voto 7,5) - Un delicato brano inedito scritto anni fa da Lucio Dalla è cantato dall'amico di sempre: emoziona e stupisce. Per noi è un "sì" convinto.
MAX GAZZE' (7,5) - Un cantico quasi medioevale sofisticato e lontano dalle convenzioni sanremesi. Neoclassico, colto e illuminato.
ORNELLA VANONI, BUNGARO E PACIFICO (8) La canzone è raffinata e la Vanoni fa la differenza con uno straordinario vibrato vintage.
ANNALISA (7) - Potè più la voce che il brano. Ma la dottoressa in Fisica convince, piace. Ed è in netta ascesa verso sabato sera.
ENZO AVITABILE e SERVILLO (8) - Il brano più intenso e musicale del Festival. Forse persino troppo per puntare al botto finale.
LO STATO SOCIALE (7) - Scanzonati, divertenti, ballerini e simpatici. Rappresentano la vera rivelazione.
DECIBEL (7) - La band ritrovata di Enrico Ruggeri omaggia David Bowie e lo fa bene.

META' SERBATOIO

THE KOLORS (6,5) - Tamburi, ritmo e grinta lanciano questa band che, cantando questa volta in italiano, piace agli under 18 (e a Ornella Vanoni!).
LUCA BARBAROSSA (6,5) - Ballata stile western per ridare dignità a Roma Capitale, rispettando la tradizione artistica di un tempo.
GIOVANNI CACCAMO (6,5) - Un crescendo dal sussurrato all'urlo, per «non capire niente», ma con carisma e un'ottima capacità interpretativa.
ERMAL META e FABRIZIO MORO (6,5) - Un duetto che convince, con riferimenti anti-terrorismo, ma che è stato penalizzato dal caso dell'autoplagio.
LE VIBRAZIONI (6) - Rock senza fronzoli, senza pretese, ma con i muscoli e la grinta giusta. In radio funzionerà. E anche live.
RED CANZIAN (6,5) - Tra tante balda, l'ex Pooh ci mette ritmo ed spezza l'atmosfera lenta che avviluppa l'Ariston.
MARIO BIONDI (6) - L'Ariston fa brutti scherzi e Marione non valorizza il suo pezzo da crooner retromodernista.
DIODATO-PACI (6,5) - La tromba sublime di Roy Paci impreziosisce un pezzo già di per sè interessante.

RISERVA SECCA

ELIO E LE STORIE TESE (5,5) - L'«Arrivedorci» stile Stanlio&Ollio è troppo normale (e deludente) per un gruppo che in passato aveva fatto fuoco e fiamme. Ricordate "La terra dei cachi"?.
NOEMI (5) - Un'emozione da poco, una canzone da poco, una voce che non viene valorizzata. Peccato.
NINA ZILLI (5) - Il testo sulla donna è la più politically correct. Ma la canzone dov'è?
RENZO RUBINO (5) - Leggendo il testo del brano brilla un "cardo viola". Ed è l'unica cosa che brilla. Rubino è in riserva secchissima.
FACCHINETTI-FOGLI (5,5) - Altre due vittime dell'Ariston. La vita da Pooh era meglio...