Se ancora andasse di moda il tormentone lanciato da Celentano qualche anno fa sulla divisione del mondo in rock o lento, non ci sarebbe alcun dubbio: la Jeep era, è e sarà sempre rock. E non solo per la velocità con cui crescono i numeri (e le vendite) che mettiamo in bella mostra in queste pagine. O per la conferma del marchio a stelle e strisce - con abbondanti spruzzate di tricolore - come sponsor del Tour estivo dei Rolling Stones. Ma perchè Jeep continua dopo oltre 75 anni di vita, ad essere il simbolo in movimento della vita come della guida in ogni condizione, preferibilmente nel cuore della natura, anche quella più selvaggia e inospitale. Tanto con Jeep una maniera per passare si troverebbe comunque.

E se il messaggio di capo Marchionne regala a Jeep l’onere e l’onore di raccogliere in Europa il testimone di Fiat, quello di Jeef Hines, nuovo responsabile del brand per l’Emea, conferma, al di là della data dell’1 giugno quando il piano industriale del Gruppo svelerà tutto, il ruolo chiave di Jeep intorno al futuro di FCA.

A cominciare dalle voci, ormai quasi certezze, relative alla baby Jeep su base Panda 4x4. Per Jim Manley, il n.1 di Jeep, è “un’eventualità interessante”, per Hines da vent’anni in Chrysler un’opportunità notevole, soprattutto per l’Europa. Stiamo valutando molto attentamente la possibilità di produrla. Personalmente, sto spingendo molto perchè si proceda in questo senso. Sono convinto che avrebbe un gran potenziale sul mercato. La certezza che posso dare è che se sarà davvero realizzata dovrà essere una Jeep al cento per cento, per stile, guida e ovviamente per la capacità di di muoversi fuori strada”.

I tempi? "Ne parliamo dopo l’1 giugno". Già, dimenticavamo. Vale anche per le altre novità di Jeep in arrivo, cioè la versione pick up della Wrangler e la maxi Jeep, l’icona Grand Wagoneer? "Certo, quella è la data in cui verrà annunciato tutto, quello che mi sento di dire è che si tratta di modelli che vedremo anche in Europa". A cosa si deve questo incredibile successo di vendite di Jeep, in Europa come nel mondo? "Penso che gli europei, appassionati di macchine, apprezzino il fascino di un marchio storico e l’idea di libertà che si è sempre costruito intorno. Poi la capacità di andare su ogni terreno, ora fusa con le tecnologie di ultima generazione, fa il resto. In Jeep si va fuori strada come al supermercato tutti i giorni". Jeep crede ancora nel Diesel? "Parliamo di motori ancora molto importanti per l’Europa che quindi resteranno sul mercato, almeno nel breve e medio periodo. Allo stesso tempo sappiamo che la quota Diesel sta scendendo e quindi stiamo lavorando al piano B che prevede la diffusione di modelli ibridi, come quello già previsto per la Wrangler nel 2020".