Una Wrangler per l'Arma dei Carabinieri, una occasione per Sergio Marchionne di ribadire ulteriormente quelli che sono gli obiettivi del nuovo piano industriale, che vede proprio il marchio Jeep come asse portante. "Quest'anno ne consegneremo due milioni" ribadisce l'Ad di Fca, sottolineando la strategia di rilancio del marchio alla cerimonia per la consegna all'Arma di un esemplare attrezzato per poter essere utilizzata anche in spiaggia.

"Come forse saprete - ha ricordato Marchionne - negli ultimi anni abbiamo seguito una strategia molto chiara per sviluppare Jeep a livello globale, che ha portato a risultati senza precedenti per il marchio: da un produttore di modeste dimensioni a un costruttore globale che oggi è presente in più di 140 paesi nel mondo; da un marchio che vendeva poco più di 300.000 unità all'anno, nel 2009, ad una casa mondiale che negli ultimi quattro anni ha superato il milione di veicoli venduti; da un costruttore con quattro stabilimenti in un unico Paese, gli Stati Uniti, a un marchio globale con dieci stabilimenti in sei Paesi, tra cui anche qui in Italia. A Melfi produciamo la Jeep Renegade, ormai ufficialmente 'arruolata' nell'Arma con una flotta di oltre 1.200 esemplari, tra quelli già in servizio e quelli in arrivo nel corso dell'anno".

Protagonista più che mai Wrangler, e la sua versione per l'Arma dei Carabinieri. É equipaggiata con motore turbodiesel 2.8 CRD e con cambio automatico, abbinati al Mopar One Pack, la personalizzazione che permette di affrontare in tutta sicurezza ogni percorso fuoristrada con assetto rialzato, ammortizzatore di sterzo anteriore, cerchi in lega neri da 17” x 8,5”, pneumatici all-terrain maggiorati da 32”, dei paraspruzzi anteriori e posteriori, oltre naturalmente alla dotazione ufficiale e specifiche dell'Arma.

Presente alla cerimonia il comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri che spiega come la vettura che “Consentirà ai Carabinieri di controllare la riviera da un altro punto di vista, non dalla strada verso il mare ma dalla spiaggia, un presidio direttamente sulla spiaggia nella riviera romagnola con un fluido turistico altissimo, incrementando la sicurezza anche per l'immagine dell'Arma e dello Stato".