Anni Venti, “A Cursa” è già realtà e Bugatti è già in strada. Contemporanee, di fatto: 1906 la prima Targa Florio, 1909 la vera Bugatti. Il marchio di Molsheim domina dal 1925 al 1929, cinque vittorie di fila  in Sicilia, le ultime due con il pilota francese Albert Divo. Nome che ritorna.

Bugatti Divo è il progetto in rampa di lancio, appuntamento in California, sul prato del The Quail, il 24 agosto. Avrà una carrozzeria unica, e la promessa di regalare la felicità là dove si sono sempre mosse le critiche alla Veyron prima e Chiron poi: ultraprestazionali in rettilineo, battute nella prestazione in curva da altre hypercar con tanti cavalli in meno. 

"La felicità non è dietro l’angolo. È nella curva", gioco di parole che rende al meglio nell’originale “Happiness is not around the corner. It is the corner”, per dirla con Stephan Winkelmann, presidente di Bugatti. "La Divo è progettata per le curve. Vogliamo emozionare le persone in tutto il mondo. Con questo progetto il team Bugatti ha l’opportunità di interpretare il DNA del marchio su agilità e guida pronta in un’ottica decisamente più orientata verso la performance".

Significa un modello più leggero di Chiron, anzitutto. Avrà una carrozzeria specifica e svilupperà maggior carico aerodinamico, anche se andrà a penalizzare la velocità di punta. In compenso, tanti G laterali in più ottenuti in curva. 

Se ne conteranno appena 40 esemplari, ciascuna Bugatti Divo avrà un prezzo di 5 milioni di euro