Il mito Defender, icona del fuoristrada sin dai tempi di Churchill nel primo dopoguerra, è atteso a una nuova generazione. Nel frattempo Ares Design, azienda modenese fondata da Dany Bahar, ex Lotus, Red Bull e Ferrari, ha messo mano all’iconica serie uscente del simbolo di Land Rover.

Il fuoristrada europeo duro e puro per eccellenza è stato personalizzato nei minimi dettagli dall’azienda con sede nella Motor Valley. Le forme sono state mantenute, ma moltissimi particolari, di grande impatto e non, hanno beneficiato di modifiche speciali. Con un intenso ricorso all’uso della fibra di carbonio.

Senza contare che sotto il cofano c’è un V8 importante. Che lo rende, assieme alla specializzazione una sorta di  “Defender di tutti i Defender”. Anche rispetto al top di gamma esistente, il Land Rover Defender Works. La cilindrata del propulsore è cresciuta da 4,5 a 4,7 litri. E soprattutto la potenza col supercharged è schizzata a 474 cavalli (da 405) e la coppia a 649 Nm. Il propulsore è abbinato a un cambio automatico Tiptronic a 6 marce. Tanta esuberanza è controllata da dischi freno da 362x32 all’anteriore con 6 pistoncini. I cerchi sono da 18 pollici, con pneumatici 305/70.

Si diceva della fibra di carbonio, su griglia, cofano, passaruota e numerose parti di esterni e interni, dove spiccano anche i sedili in pelle cucita artigianalmente. Al lusso si alterna il pavimento in acciaioa trama anti-scivolo. Un mezzo singolare, a metà strada tra l’esclusivo e il retaggio dell’offroad estremo.

Per pochi imprenditori. Ne saranno costruite solo 53 a un prezzo di circa 210.000 euro. Che è quello