Un nuovo capitolo all’orizzonte, tanto basta per riaccendere i riflettori su Nissan 370Z. Il “fascicolo” è sul tavolo di Alfonso Albaisa, responsabile dello stile Nissan. Uno dei tanti, visto il fronte nuova Juke da coltivare e nuova GT-R, senza contare i programmi dal versante elettrico, l'offerta da ampliare al di là della Leaf, ad esempio con un crossover a batterie.

Ripensare la 370Z, ormai sulla scena da 10 anni, vorrà dire scrivere un passaggio altamente simbolico per il marchio Nissan, 370Z e, prima ancora 350Z, frutto della visione di Shiro Nakamura, per 17 anni a capo del design della casa nipponica. Il 2019 coinciderà con i 50 anni dalla prima Datsun 240Z, modello che lanciò sulla scena la “serie” delle Z sportive. E l’occasione potrebbe essere ideale per immaginare il futuro, una nuova coupé sportiva in linea con i tempi.

Va da sé che significherà rivedere profondamente un’impostazione meccanica oggi incentrata sul motore V6 3.7 litri aspirato, da 328 cavalli. Cubatura esagerata, molto meglio e in modo più efficiente, si può interpretare la sportività ad alte emozioni estetiche. Con un sistema ibrido? Chissà. A tal proposito, un’attenzione particolare val la pena porla sullo sviluppo di Infiniti Project Black, V6 3 litri più componente elettrica (concettualmente ispirata alla F1), un ibrido votato alle prestazioni, in grado di esprimere 500 cavalli. Ne basterebbero decisamente meno per regalare una degna erede alla 370Z.

Intervistato da Which Car Australia, Albaisa ha commentato: «Potete immaginare quanto sia emozionato dall’essere nella posizione di lavorare a una Z. E’ una pressione enorme». E l’interesse è notevole anche per la chiave di lettura stilistica che darà, in una gamma Nissan marcatamente segnata da spigoli e tagli, confermare gli stilemi sulla coupé sportiva rappresenterebbe un netto cambiamento rispetto al passato.