ATS GT riporta in vita un Marchio italiano storico, che rinasce a Torino, ma ha le sue radici a Bologna nel lontano 1962. Per la precisione a Pontecchio Marconi, dove nacque il celebre logo del Draghetto, il Grifo.

Risultato delle fuga di otto “fuoriusciti” di Ferrari, dopo un litigio durissimo col Drake, tra i quali il mitico ingegnere Carlo Chiti. Nacque così la Automobili Turismo e Sport. Che provò anche l’avventura in Formula Uno, con l’ex campione Phil Hill e con il talentuoso Giancarlo Braghetti.

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e nel 2014 Daniele Maritan ed Emanuele Bomboi, imprenditore piemontese e designer romano, hanno ridato vita al Marchio, con l’ideale erede dell’ATS 2500 GT del 1963, all’epoca considerata una delle massime espressioni delle Gran Turismo.

L’erede è la nuova ATS GT, disponibile in 12 esemplari dell’allestimento Launch Edition a un prezzo di 740.000 euro, più tasse. Tre vetture, dopo la vernice a Monterey a fine agosto, sono state prenotate. Ca va san dire, il prezzo è “base”, poiché le personalizzazioni sono di fatto senza limiti.

Michelin ha contribuito per pneumatici su misure, Cup2 e Pilot Sport 4S. La carrozzeria in carbonio riprende in chiave moderna le classiche GT italiane. Anche la monoscocca è in carbonio, ATS non ha dichiarato quale sia la provenienza. Il peso complessivo è di 1.300 kg.

Meno misteriosa è la provenienza del motore, trattandosi di un 3.8 litri V8 biturbo: ovvero quello realizzato da McLaren con Ricardo plc. Il propulsore è disponibile con potenze da 730 a 830 cavalli.

Speciale lo scarico Sistema-Trio in titanio, con bypass regolano il sound in base al settaggio scelto. Ovvero Viaggio, Sport e Corsa, selezionabile tramite l’interfaccia Cuore. Nella console sono ben quattro i touch screen.

Altro colpo d’occhio speciale è garantito dalla leva del cambio che ricorda le trasmissioni sequenziali da gara. Le prestazioni sono 330 km/h di velocità massima e accelerazione da 0 a 100 km orari in 3 secondi.