Il conto alla rovescia, quello ufficiale, segna -20. Salone di Los Angeles, 28 novembre, sarà allora che si alzerà il sipario su nuova Mazda3. In realtà, l’avvicinamento alla nuova generazione della berlina compatta è un percorso iniziato 12 mesi fa, quando il marchio di Hiroshima presentò un’affascinante visione, di stile, del futuro che avrebbe atteso la “3”. Mazda Kai Concept sviluppava il Kodo Design, quelle forme, quelle linee rese più morbide e plastiche, adesso, si trasferiscono sul modello di serie.

Mazda 3 berlina sarà proposta in due varianti di carrozzeria, la due volumi è senza dubbio la più emozionale e accattivante. La tre volumi quattro porte un’alternativa che potrebbe trovare diritto di cittadinanza anche su quei mercati sui quali finora è stata assente, vista la spinta di diversi marchi a coprire con più varianti di carrozzeria il segmento C.

Focus tutto su Mazda3 cinque porte, che conferma l’impianto del concept Kai apportando minime variazioni al posteriore, giusto una rilettura dei gruppi ottici, l’adozione di maniglie classiche anziché gli elementi a filo carrozzeria. Tutto il resto è fedelissima riprpoposizione, dal taglio delle portiere alla linea di cintura dinamica evidenziata dalle cromature, fino al lunotto molto inclinato in avanti, a seguire il montante e dare buona parte dell’impatto dinamico che avrà il modello.

Resta avvolto nel mistero l’anteriore. Si scoprirà in prossimità del Salone. Tanto della cinque che della quattro porte, colpisce la pulizia delle superfici, l’effetto “metallo plasmato” è notevole.

Il progetto di Mazda 3 2019 non è, però, solo stile. Come la piattaforma SkyActiv non è solo motori, è anche costruzione leggera del telaio, sistemi di recupero dell’energia, introdotti in tempi non sospetti e seguendo la strada delle cubature “giuste”. Scelte premianti, in questi anni, che si aprono a uno sviluppo ulteriore.

La prossima frontiera, che verrà tenuta a battesimo dalla nuova Mazda 3, riguarda il motore SkyActiv-X. Più coppia, fino al 20% extra, consumi ridotti fino al 30%. Come? Mettendo insieme due anime, il funzionamento del motore a Ciclo Otto e l’accensione per compressione propria dei motori Diesel.

Non senza un lungo lavoro di affinamento per controllare la detonazione in camera, così da arrivare a sviluppare il sistema SCCI. Ovvero, l’accensione per compressione controllata dalla candela. Maggiore uniformità di detonazione all’interno della camera di combustione, elevati rapporti di compressione (si attendono valori superiori al già elevato 14:1 degli SkyActiv-G) che si traducono in prestazioni superiori e consumi più bassi.

Tanta carne al fuoco da raccontare, quella che si annuncia in arrivo a fine novembre, destinata a rubare la scena al pur bel design anticipato da Mazda 3.