Muove i primi passi su terreni finora sconosciuti al brand, Aston Martin DBX. Sterrati più idonei a una prova speciale da rally che non a un modello del marchio di Gaydon. La prima volta tra i suv vale un abito sporco, che tante altre volte prima del debutto verrà immortalato con le camuffature a nascondere la carrozzeria. Gli indizi che emergono dal primo prototipo marciante che ha iniziato la fase di test su strada sono, tuttavia, sufficientemente chiari per dare un volto ben delineato al suv DBX, nome confermato a dispetto delle indiscrezioni dei mesi scorsi che volevano un'altra scelta, Varekai, nello specifico.

Conferma la sigla che fu del concept, prima visione nel 2015, rispetto alla quale il modello destinato alla produzione in serie cambia sostanzialmente stile e proporzioni. C’è un po’ di Vantage sul muso, nei fari, e tanto della storica calandra che replica il logo Aston Martin capovolto.

Prova a conservare una linea slanciata nonostante la carrozzeria da sport utility, riesce nell’intento di contenere gli sbalzi e nasconde più di ogni altro particolare il disegno della coda. Andy Palmer, nel confermare la produzione di DBX, fu chiaro: dovrà incarnare il dna Aston Martin.

Spuntano tanti piccoli particolari, radiografando il muletto impegnato nelle campagne del Galles, messo alla prova dal capo ingenere Matt Becker. Anzitutto la presenza di maniglie a filo con la carrozzeria, di un ampio tetto panoramico, sedili sportivi con poggiatesta integrati, proseguendo con il trattamento riservato alla coda, lo spoiler a cucchiaio, un dettaglio che potrebbe far parte del modello di serie e, in questa fase, nasconde le vere forme del portellone.

Come diverso, una volta libero dalle camuffature, sarà il profilo dei finestrini, su una fiancata piuttosto movimentata tra volumi pieni e scavati. Il percorso di sviluppo proseguirà adesso tra i consueti test in condizioni estreme, dall’Artico ai passi alpini, dalle prove nel deserto al banco di prova ad alta velocità delle Autobahn tedesche e al Nurburgring.

Aston, DBX a St. Athan poi le Lagonda elettriche

Passaggi che Aston Martin DBX affronterà con un set-up, frutto delle simulazioni computerizzate, già a punto nei riscontri avuti su strada, come spiegato da Becker: “Abbiamo già avviato lo sviluppo e le regolazioni della DBX al simulatore e questo ci ha permesso di compiere eccellenti progressi prima che fossero disponibili i primi prototipi reali.

Resta sempre un gran giorno quando percorri i primi, veri, chilometri sul prototipo iniziale e sono felice della quasi perfetta correlazione tra simulatore e questo prototipo”