Il Duca e la Duchessa di Cambridge, ovvero William e Kate, futura coppia reale, hanno tenuto al battesimo il nuovo fiore all’occhiello di McLaren. La presenza di due ospiti così prestigiosi e del munifico principe ereditario del Bahrain, Salman bin Hamad Al Khali rende bene l’idea dell’importanza strategica ed economica che riveste il Composites Technology Centre nello Yorkshire.

Uno stabilimento di alta tecnologia, che Auto ha visitato lo scorso gennaio, in occasione del reveal della fantastica Senna. Qui dal 2019 McLaren realizzerà  le celle di carbonio per le sue supersportive. Senza ricorrere a fornitori esterni.

Cercando di crearsi in casa la tecnologia più avanzata e vincente per completare Track25, il piano che prevede 18 nuovi modelli entro il 2025. Tutte sportive, perché McLaren ha ribadito che mai realizzerà un SUV. McLaren parte da un retaggio speciale, da un primato. Nel 1981 la MP4/1 guidata da John Watson fu la prima monoposto di F1 realizzata in fibra di carbonio.

La leggerezza, anche dei materiali compositi per lo sviluppo dei motori, sarà decisiva per le prestazioni e avere tutta la produzione sotto controllo sarà fondamentale per arrivare al traguardo delle 6.000 auto l’anno.

Nel Composites Technology Centre sono stati investiti 50 milioni di sterline, cifra non lontana dai 60 milioni di euro. McLaren non sente decisamente la minaccia della Brexit: nel nuovo impianto lavoreranno 200 tecnici specializzati. L’orgoglio britannico, anche dei Duchi di Cambridge, pare in una botte di …carbonio.