C’è chi annuncia tagli per 14.700 operai e la chiusura di 7 stabilimenti, vedi GM tra Stati Uniti e Canada, e chi nonostante le mille difficoltà di un mercato difficile e una successione - quella a Marchionne - decisamente complessa, confermadi fattio  la piena occupazione. Era molto attesa la presentazione ai sindacati del piano modelli di FCA nelle varie fabbriche, da parte del nuovo responsabile dell’EMEA (Europa e Africa), Piero Gorlier. E, stando alle comunicazioni fatte, è andata molto meglio del previsto: 500 elettrica a Mirafiori, con tutte le nuove Maserati. Nuovo Suv compatto Alfa a Pomigliano (dove resta la Panda), Jeep Compass (e Renegade Plug-in) a Melfi, nuovi motori benzina FireFly 1.0, 1.3, aspirato e ibridi a Termoli. Insomma, il piano industriale che presentò lo scorso 1 giugno il compianto ad di FCA, inizia a prendere forma nel concreto.

«Con la 500 elettrica si espande la vocazione di Torino-Mirafiori come Polo del lusso - spiega Gorlier - è un modello Premium perché non sarà supereconomico. Arriverà su strada nel primo trimestre del 2020. A Torino ci sarà anche la produzione della Maserati elettriche e ibride. Con la 500 elettrica, il restyling degli altri modelli, Levante, Quattroporte e Ghibli, l'obiettivo della piena occupazione nel polo torinese sarà raggiunto nel 2020. Il fatto che la 500 elettrica si produca a Torino, a Mirafiori, ha una valenza non da poco. È il miracolo della 500 come brand, con 200.000 unità è la più venduta del settore».

E lo stabilimento in Polonia, a Tichy? «Per noi è molto importante. Facciamo due modelli importanti la 500 e la Y e ne collocheremo di nuovi nell'arco del piano. Non sarà la Panda, non è il momento. Qui potrebbe essere realizzata la versione ibrida leggera della 500. La scomparsa di Marchionne è stato un evento molto traumatico. In soli cinque mesi abbiamo messo a punto il piano per l'Italia, ora stiamo lavorando sul resto dell'Europa. Non so se saremo pronti a fine anno ma non andremo molto oltre».

L’altra notizia del giorno è il rinvio dello stop alla produzione dei Diesel: «Non so dire quanti Diesel venderemo dopo il 2022. perché il mercato sta cambiando molto in fretta. Tuttavia la scadenza del 2021-2022, annunciata a Balocco, era una data un po' aggressiva rispetto ai trend di mercato. C'è ancora richiesta di Diesel tra i clienti dei veicoli commerciali. Andremo oltre il 2022 per alcuni modelli con questa motorizzazione, anche se prima o poi succederà che la produzione Diesel dovrà interrompersi. Le emissioni delle auto a gasolio sono già scese del 60-70%. E nel 2020 avremo Diesel più efficienti e con emissioni ancora più contenute. Il mercato? Il trend è relativamente stabile. Prevediamo una leggera flessione nel 2020 in concomitanza con l'entrata in vigore delle nuove regolamentazioni anche legate alle emissioni».

E l’ipotesi di vendita di Comau? «Non è nel perimetro di mie responsabilità, non ho informazioni precise in merito. Credo siano più speculazioni giornalistiche o di altri che le hanno messe in giro. Non mi risulta».

Anche sui tempi Gorlier è stato determinatissimo: «Gli investimenti per Jeep Compass a Melfi, 500 elettrica a Mirafiori, Suv Alfa a Pomigliano e l'aumento della capacità produttiva della Sevel sono già lanciati. Si parte subito. A Cassino entro i prossimi 3 anni sarà prodotto un nuovo Suv medio con marchio Maserati. Mentre a Modena sono confermati Maserati GranTurismo e Cabrio e arriveranno le nuove generazioni di special cars di Maserati e Alfa Romeo». Nel triennio 2019-2021, il totale degli investimenti in Italia di Fca ammonterà a più di 5 miliardi di euro, per 13 nuovi modelli o restyling - come annunciato anche ai sindacati, che hanno firmato il contratto collettivo applicato nel gruppo - comprese nuove motorizzazioni con tecnologia ibrida ed elettrica.