Anche a novembre le vendite delle auto nuove in Italia non decollano e i numeri fanno registrare un'altra flessione. Secondo i dati raccolti del Ministero dei Trasporti, il mercato delle autovetture nell'ultimo mese segna 146.991 immatricolazioni, contro le 156.886 di novembre 2017, un calo del 6.3%. È il terzo calo consecutivo dopo i dati positivi dell'estate.

Allargando lo sguardo sul periodo gennaio-novembre, le vendite raggiungono le 1.785.722 unità, in riduzione del 3,5% rispetto al 1.849.656 dei primi 11 mesi dello scorso anno. In generale pesa il rallentamento dell'economia, mentre nello specifico hanno inciso pesantemente le nuove norme di omologazione, entrate in vigore a settembre 2018.  Ciò determinerà una chiusura 2018 in ulteriore ribasso rispetto alle ultime stime di flessione, con 1.910.000 vetture complessivamente immatricolate (-3,1% nei confronti del 2017).. 

Il giro di vite sulle emissioni di CO2 ha colpito in partcolar modo i Diesel: la grande incertezza sul futuro di questo tipo di alimentazione ha contributo a far scendere le vendite su tutti i canali (-25.6%) e a far assestare la quota di mercato al 45.1%, come sottolinea l'UNRAE. I venti di crisi del Diesel hanno portato i potenziali acquirenti a virare sul benzina (+26.7 %) sulle vetture ibride (+17%) e su quelle elettriche (+200%), a discapito di cali fatti registrare da gas (-6%) e metano (-41%).

Il paradosso, evidentemente non chiaro a tutti in Italia come all'estero, sicuramente a troppe amministrazioni locali è vedere quanto la riduzione delle vendite di vetture Diesel sta incidendo sull’aumento della CO2. Gli ultimi dati di novembre evidenziano infatti come le emissioni medie ponderate di CO2 in Italia siano cresciute del 3,9% raggiungendo i 117,0 g/km. In particolare, nella città di Roma sono aumentate del 3,4% raggiungendo i 113,8 g/km (+3,7 g per chilometro). Forte incremento a Palermo +5,4% (+5,9 g/km), Firenze +5,6% (+ 6,4 g/km), Milano +5,7% (+6,5 g/km) e Napoli dove la CO2 è aumentata addirittura del 7,7%, con un incremento di 8,4 grammi per chilometro. Il dato sta progressivamente peggiorando ed i primi 11 mesi, infatti, presentano una situazione più attenuata: nel totale Italia il mese di novembre presenta un incremento del biossido di carbonio del 3,9%, a fronte di +0,4% dei livelli del gennaio-novembre. Qualcuno riuscirà a porsi la fatidica domanda, cui prodest? A chi giova la demonizzazione del Diesel, soprattutto quello di ultima generazione?

Jeep anche a novembre traina il gruppo FCA, grazie alla sua crescita che si attesta sul 34%, che però deve far fronte alle prestazioni in negativo dei marchi Fiat (-15%) e Alfa Romeo (-54%), mentre sorprendono Lancia (+14%) e Maserati (+3,88%). Numeri che negli 11 mesi si traducono nel continuo trionfo Jeep (+71%), nella sostanziale tenuta di Alfa (-2,99%), mentre Fiat e Lancia vanno quasi a braccetto intorno al -20% e Maserati a -5%. La  Ferrari, che pure frena a novembre (-33%), viaggia comunque a +13,39% da gennaio a novembre.

Tra i marchi esteri a novembre spiccano in positivo risultati di Volkswagen (+11%) e di tutto il Gruppo (Seat e Skoda al +6%, Lamborghini al +133% , con la sola Audi a -14%), Peugeot (+3.4%), Toyota (+4%), Suzuki (+17%), Jaguar (+85%), Volvo (+20%), Mazda (+2%), ma anche Subaru, Mitusbishi e Ssangyong.