Si chiude il sipario sull’edizione 2018 del Monza Rally Show, che ha festeggiato quest’anno il suo quarantesimo anniversario.

Fu deciso nel 1978 di aprire le porte dell’Autodromo di Monza alle auto da rally con un format di gara concentrato in sole prove speciali senza trasferimenti permettendo così agli appassionati di godere appieno della corsa senza dover affrontare lunghi spostamenti nel parco.

La conformazione del percorso è cambiata molto negli anni, inizialmente erano infatti presenti tratti di sterrato come in un verso proprio rally, ma successivamente venne scelto di correre esclusivamente sul circuito stradale e sull’anello velocità inserendo chicane mobili, attirando così l’interesse di piloti di Formula 1, endurance e motociclisti.

Dal 1994 si disputa anche il Masters’ Show intitolato a Marco Simoncelli, gara ad eliminazione sul rettifilo dei box, dove viene approntato il tracciato che per la prima volta ha visto la novità di una pedana jump. Una tre giorni all’insegna di derapate e passaggi al limite e come disse in una celebre frase Miki Biasion, presente a Monza per svelare insieme a Sparco la tuta celebrativa dei 30 anni dal suo primo mondiale rally del 1988, “la cosa più bella che può fare un uomo vestito è guidare di traverso”.

La parola d’ordine è spettacolo, con l’accesso libero ai paddock dove poter ammirare da vicino le vetture che durante i trasferimenti e rientrando ai box passano letteralmente in mezzo ai fan, simulatori di guida e una grande area espositiva con leggende come la Lancia Stratos Alitalia, la Delta S4 e la 037 Martini.

Quest’anno la gara si è svolta su 9 prove speciali con oltre 120 equipaggi tra auto storiche e moderne: ben 72 iscritti nella categoria R5 e la grande novità delle quattro Ford Fiesta WRC Plus schierate da M-Sport, team che ha conquistato il suo secondo mondiale piloti consecutivo con Sébastien Ogier.

Proprio al volante di questa vettura Valentino Rossi ha centrato la sua settima vittoria dopo una bella battaglia nelle fasi iniziali con Teemu Suninen, entusiasmante la sfida tra le WRC “normali” con il trionfo di Tony Cairoli.