Per carica e crescendo convincerebbe anche Wagner. Aston Martin Valkyrie offre il concerto del V12 Cosworth che, nel 2019, andrà sotto al cofano della hypercar nella veste finale, pronta per essere consegnata agli appassionati.

Una Cavalcata delle Valchirie fatta di cilindri e pistoni, scarichi e aspirazione, regimi di rotazione da corsa che suonano note esaltanti. È un’unita aspirata, già noto. È un V12 da 6.5 litri, anche questa una conferma. È un motore che abbatte il muro dei 1.000 cavalli. Adesso c’è la conferma del dato esatto: 1.013 cavalli a 10.500 giri/min, su un regime massimo di rotazione fissato a 11.100 giri/min.

Dividere il dato della potenza per la cubatura restituisce una potenza cavalli/litro di 155,84. L’aspirato dei record, finché Valkyrie non arriverà su strada, resta il V12 6.5 litri della Ferrari 812 Superfast, da 123,07 cavalli/litro, lo stato dell’arte della tecnica motoristica. C’è attesa per scoprire le finezze che porta in campo Cosworth, quali soluzioni tecniche da Formula 1 (del passato) integra.

Ferrari 812, Superfast di nome e di fatto

Progetti diversissimi per obiettivi, Valkyrie e 812 Superfast, la proposta Aston Martin – con aerodinamica sviluppata da Red Bull e Adrian Newey – abbinerà un sistema di recupero dell’energia da restituire sulla trasmissione, con tutta probabilità un KERS che potrebbe valere livelli di potenza differenziati tra Valkyrie stradale e Valkyrie AMR Pro, i 25 esemplari destinati all’impiego in pista. Centosessanta cavalli sono una soglia “standard” per un sistema di recupero dell’energia cinetica, 200 cavalli appare un altrettanto realistico limite per la AMR Pro. Spinta supplementare da abbinare ai 1.013 cavalli del motore termico, in grado di esprimere 740 Nm di coppia a 7.000 giri/min.