Aston Martin cammina da sola? Qualcosa sta cambiando nella Casa inglese, che progressivamente potrebbe rallentare la sua stretta collaborazione con AMG (e quindi Mercedes-Benz) per quanto riguarda la fornitura dei propulsori. Il V8 di 4 litri tedesco da cinque anni equipaggia DB11 ed è stato adottato anche da Vantage.

Si tratta di un biturbo indubbiamente emozionale e prestazionale, ma i tempi cambiano. Aston Martin adotterà ancora a lungo i propulsori termici, ma l’elettrificazione e una sempre maggiore efficienza interesseranno anche le esclusive supercar d’oltremanica.

A Gaydon infatti sarebbero in procinto di avviare lo sviluppo di un motore a sei cilindri in linea, pur derivato dal powertrain del V12 che spinge DBS Superleggera.

Un nuovo propulsore che sarà abbinato a un motore elettrico, per affrontare le sempre più stringenti norme relativa alle emissioni. Il propulsore, derivato anche dall’esperienza col progetto Rapid E, potrebbe fare il suo esordio sul SUV DBX. Per poi subentrare su tutta la gamma nelle versioni ibride. Il V8 biturbo AMG non sarà mandato in archivio tanto presto, avendo ancora parecchio da dire. Proprio su DBX (assieme al mitico V12) nel corso del 2019 continuerà a rombare, successivamente affiancato dalla variante green col sei cilindri.