Quattro anni che resteranno impressi come una medaglia d’oro vinta alle Olimpiadi. 1460 giorni che hanno cambiato il panorama di Volvo proiettandolo verso un futuro che sarà tutto all’insegna della completa elettrificazione della gamma e della guida autonoma. Dal 2014 a oggi, la Casa svedese che opera in orbita Geely ha conservato interamente un’autonomia progettuale unica e ha sfornato modelli nuovi in serie: il primo, quattro anni fa, il big-suv XC90. Poi S60 Cross Country, S90 e V90, XC40 e XC60. Sino all’ultima nata: la V60 CC. 

Tutti modelli realizzati dal centro di design di Volvo che vede una triade di assoluto valore all’opera: Thomas Ingenlath, tedesco, Chief Design Officer di Volvo Cars e del nuovo marchio sportivo Polestar; Maximilian Missoni, austriaco, il membro più giovane del team di Volvo Cars che ha contribuito alla rinascita stilistica della Casa automobilistica; e Robin Page, inglese, designer dei lussuosi interni delle auto svedesi. 

La sigla CC sulle Volvo sta, come noto, per Cross Country dal 1997, anno in cui vide la luce la prima V70 a ruote alte. Una sigla che richiama l’avventura e si ripropone nella station wagon V60 dedicata all’off-road. Quest’ultima, più alta di 7 cm rispetto alla V60 “borghese” e con protezioni fuoristradistiche nella carrozzeria, ne è la conferma tecnologicamente più riuscita e coinvolgente. Ad esempio, se siete alle prese con le strade e i sentieri dello “skogen”, la foresta alle latitudini nordiche a un passo dal Circolo Polare. Non solo per il sistema di trazione integrale che è da sempre un must per le Volvo ma anche per i dispositivi specifici per affrontare qualunque tipo di terreno.  

È il caso del Corner Traction Control, dispositivo elettronico di ripartizione della coppia in curva sulle ruote con maggior presa, oppure dell’Hill Descent Control, che aiuta a conservare la velocità impostata nelle discese a bassa aderenza. Pilot Assist torna invece utile quando dagli skogen si passa alle autostrade: fino a 130 km/h anche V60 Cross Country gestisce in autonomia la marcia sotto la stretta supervisione del guidatore. 

Le motorizzazioni: turbobenzina 2.0 T5 da 250 cv e 350 Nm, in grado di sfrecciare fino ai 230 km/h e accelerare in 6”8 da 0 a 100 km/h ma al momento c’è solo il 2.0 D4 da 190 cv da 400 Nm (210 km/h e 8”2 in accelerazione). La gamma si completerà, poi, con le versioni ibride plug-in Twin Engine e mild-hybrid con sistema a 48 volt. V60 CC è disponibile a un prezzo di partenza di 50.370 euro e con il servizio Care by Volvo che prevede un abbonamento mensile a rata fissa.