C’è un’attualità M destinata a essere scritta con M8 nel 2019, per proseguire poi con M3 ed M4. Formule “classiche” di alte prestazioni, qualcosa che in BMW sanno bene come centrare. Poi ci sono le prospettive sul medio periodo, che sarà di elettrificazione dei sistemi endotermici. Anche per il reparto Motorsport.

Il potenziale tecnico insito nell'ibridizzazione è enorme e, guardando al 2023, Klaus Frohlich, responsabile dello sviluppo del prodotto BMW, immagina un modello simbolo, un’ibrida destinata a rappresentare il paradigma della sportività M.

Prima che si concretizzi il progetto supportato da qualcosa in più di semplici rumours, viste le dichiarazioni di Frohlich ad Autocar, BMW svilupperà radicalmente l’offerta di modelli elettrici, un ampliamento che passerà da BMW iX3, BMW i4, BMW iNext, solo per citare tre esempi cronologicamente ordinati della ben più ampia offensiva di prodotto. Competenze sull’elettrico che favoriranno l’ibrido, già “beneficiario” di autonomie di marcia estese come dimostrato da nuova X5. A essere rivista, nel volgere di pochi anni, sarà anche la potenza dei motogeneratori alimentati a batteria sulle future ibride plug-in.

Si guarda a potenze superiori ai 200 cavalli, bel supporto a un motore termico che dovrebbe essere un sei cilindri turbo benzina, accoppiata dalla quale si potrebbero sviluppare potenze di sistema prossime ai 700 cavalli. Una vera supercar, tale non solo per cavalleria ma per feeling e handling.

Concetti che inevitabilmente portano l’accento sul fattore peso. Cruciale. Il progetto tratteggiato da Frohlich non ha le sembianze di una i8 - peraltro priva di un'erede diretta al termine dell'attuale ciclo vitale -, ma partirà dalla costruzione leggera dell'ibrida, dalla specializzazione dei materiali per compensare l'aggravio di peso dell'installazione di motori elettrici, batteria, elettronica di gestione. Carbonio e altri compositi saranno centrali per contenere la massa.