Centodieci anni di storia nel 2019, anno in cui Bugatti avvierà la produzione dei 40 esemplari di Divo, 5 milioni di euro di esclusività assoluta, di lusso e altissime prestazioni. Tutti, ovviamente, già venduti. Sarà un anno in cui il marchio di Molsheim svelerà altre varianti, lasciando presagire ulteriori interpretazioni partendo dalla Chiron. Cosa ne sarà, invece, del tanto discusso suv, possibile secondo modello da affiancare alla hypercar? 

Stephane Winkelmann è al timone dell'azienda da 12 mesi, provenienza Lamborghini, e non lascia spazio a una tale variante di carrozzeria: “Non ci sarà un suv Bugatti, non renderebbe giustizia al marchio o alla sua storia”. Il secondo modello, quando si farà, dovrà restare fedele ai paradigmi della casa francese: alta tecnologia, espressione di lusso assoluto, potenza e prestazioni. 

L’identikit del modello che dovrà essere lo ha tracciato lo stesso Winkelmann lo scorso dicembre, intervistato da Motor Trend: “Un secondo modello dovrà consentirci di vendere più di quanto non facciamo oggi (500 Chiron tutte vendute e 40 Divo). Sarà in un segmento diverso e con un listino diverso ma al di sopra di tutti gli altri avversari. Il prezzo non sta nel posizionare Bugatti fuori dal mondo. È nell’innovazione, nei materiali, nell’artigianalità, tutte cose importanti per creare un’auto che viva più a lungo delle altre e diventi un’icona per i collezionisti”.

L'innovazione richiamata da Winkelmann è, oggi e in proiezione futura, nelle forme di elettrificazione, che potrebbe far parte del futuro progetto. Sviluppato il tema hypercar, da Veyron a Chiron fino a Divo, resta l’esercizio di stile realizzato in occasione dei 100 anni del marchio, la Bugatti Galibier Concept (in foto), sontuosa berlina quattro porte con richiami al passato di inizio Novecento, tra la Type 35 e la Type 57. Potrebbe essere un’ammiraglia hyper-luxury a incarnare lusso, prestazioni, tecnologia e potenza allineati alla storia Bugatti?