Settebello, dopo 30 anni - correva il 1989 - la settima generazione di Subaru Legacy mantiene le doti storiche. In salsa contemporanea ovviamente.

Al Salone di Chicago la Casa delle Pleiadi ha svelato la berlina media, in Italia una Segmento D, realizzata sulla piattaforma modulare del Marchio, la SGP (Subaru Global Platform)

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La sostanza, intesa come robustezza generale, buone doti di guida, non cambia, ma viene aggiornata. Le dimensioni aumentano di 4 centimetri (484 cm la lunghezza), le proporzioni restano quelle classiche.

Nessun volo pindarico, nuovi i gruppi ottici, un montante posteriore più filante. I clienti, generalmente conservatori, delle tre volumi saranno certamente rasserenati dalle forme. 

Anche i motori sono una certezza. I benzina boxer, quattro cilindri contrapposti. Il pacifico 2.5 litri aspirato da 182 cavalli e il più dinamico 2.4 turbo da 260 cavalli.

Gestiti dal un altro classico Subaru, l’inossidabile cambio automatico Lineartronic. Ovviamente il pacchetto è completato dalla trazione integrale, dotata di Active Torque Vectoring.

La meccanica a prova di bomba è coadiuvata dagli ADAS, con il sistema EyeSight. Di serie Advanced Adaptive Cruise Control, Driver Monitoring System (con riconoscimento facciale per le impostazioni) e Lane Centering.

La grande novità di Legacy atto settimo sta nell’abitacolo. Dove è annunciato uno step anche per quanto riguarda la qualità dei materiali. Esordisce il display verticale da 11,6 pollici, a guisa di grande smartphone.

Pochi tasti fisici concentrati, comandi climatizzazione ben in evidenza nella parte basse. Comanda il digitale, tra strumentazione e plancia, c’è anche hotspot wi-fi.