Charles-Édouard Jeanneret-Gris, noto come Le Corbusier, è stato uno degli architetti che, con le sue opere, ha rivoluzionato il concetto di design e influenzato lo stile del secolo scorso.

Spinto dalla concezione che l’architettura dovesse venire incontro alle necessità sociali della società, non poteva rimanere indifferente a uno dei più grandi cambiamenti che stava avvenendo sotto i suoi occhi gli inizi de l ‘900: l’avvento dell’auto.  

Nel 1936 disegnò un’automobile incentrata sul concetto dell’abitabilità, con la particolarità di avere la disposizione a tre dei sedili anteriori. Spazio guadagnato trattegiando sbalzi anteriori e posteriori minimi e posizionando il motore nel retrotreno.

Idea che influenzò il Centro Studi Citroën? Non ci sono notizie certe a riguardo, ma resta il fatto che i progetti della TPV e della VGD hanno diversi punti in comune con i disegni delle Voiture Type A e B di Le Corbusier.

Diversi anni dopo, il geniale architetto e designer veneto Flaminio Bertoni ideò, molto probabilmente prendendo spunto dai disegni dell’architetto svizzero, un volante ad una sola razza, con un sistema di sterzata assistita di tipo aeronautico, che prevedeva una sorta di cloche o manubrio per controllare il veicolo. Sebbene il progetto fosse rivoluzionario, gli ingegneri del reparto che si occupava della produzione si resero presto conto che il tutto sarebbe risultato davvero troppo complicato per un normale guidatore.

Il designer veneto, che stava lavorando gomito a gomito con André Lefebvre alla messa a punto della DS, volle equipaggiarla con l’elegante “volante monorazza”, accessorio che ancora oggi desta stupore. Oltre ai vantaggi puramente estetici, questo volante speciale risultava ottimo dal punto di vista della sicurezza - era studiato per risultare flessibile in caso di incidente - e riduceva radicalmente i danni provocati da un eventuale urto al torace.