SEAT, nel giorno della Festa della Donna, ha voluto omaggiare alcune delle pioniere che hanno plasmato il settore automobilistico aprendo la strada alle generazioni successive: June McCarrollFlowrence LawrenceMary Anderson Dorothy Levitt.

Perché chi dice che settore automotive sia solo maschile, sbaglia. Molte innovazioni che tutt'oggi sono oggetto di quotidianità, sono opera di donne. Alcune di queste neanche vengono dalle menti di ignegneri, ma di semplici appassionate. Se c'è sull'asfalto una linea bianca che divide la strada in due corsie, è merito di una donna. Chi ha inventato il segnale di frenata sul retro della vettura? Una donna. Chi ha avuto l'idea dello specchietto retrovisore? Una donna. E chi è che ha avuto l'illuminazione di brevettare i tergicristalli? Chiaramente una donna.

June McCarroll, un medico che svolgeva la professione in California, un giorno del 1917 viene buttata fuori strada da un camion e ha un'idea: l'incidente si sarebbe evitato se ci fosse stata una linea di divisione in mezzo alla strada. Le autorità locali, tuttavia, non le danno ascolto. La determinazione, porta June a non mollare la propria causa. Disegna con le proprie mani la striscia di divisione in un tratto di strada e, insieme a un’associazione di altre donne, dà il via a una campagna per estendere questa misura. Ciò che succede dopo è storia: nel 1924 le autorità californiane convertirono l’idea in legge, mettendola in pratica su 5.600 km di strada. “Oggi possiamo contare su sistemi che aiutano il conducente a rimanere all’interno della carreggiata - spiega Lluïsa Tomás, ingegnere del dipartimento di Chassis di SEAT -, come il lane assist, e che avvisano in caso di uscite involontarie. Il sistema funziona, a partire dai 65 km/h, grazie a una telecamera posta in corrispondenza degli specchietti retrovisori che è in grado di riconoscere le strisce sulla strada e la posizione della vettura. In caso di uscita, il sistema interviene mandando un avviso”.  

Il mondo delle auto e quello delle star di Hollywood vanno a braccetto, ma c'è una stella che ha brillato più delle altre per iniziativa e dedizione nel mondo delle quattro ruote. Si tratta di Florence Lawrence, sulla cui tomba si può leggere l'epigrafe "The First Movie Star": Florence ha un debole per le macchine e oltre ad essere una grande collezionista, le ripara e le migliora. La sua creatività la porta a disegnare un congegno a forma di palo che si muove indicando l’imminente svolta della vettura, oltre a un segnale di STOP che compare nel posteriore della vettura in caso di frenata. Nascono così gli indicatori di direzione e le luci di frenata. Maite Paris, Responsabile Sviluppo illuminazione anteriore di SEAT, spiega:  “Questi sistemi sono essenziali ai fini della sicurezza alla guida. Permettono di sventare un numero enorme di incidenti, specialmente tamponamenti. Oggi abbiamo a disposizione illuminazione e indicatori a LED, che hanno consentito di apportare una miglioria enorme a questi sistemi, da un lato per i minori tempi di azionamento e dall’altro, nel caso degli indicatori di direzione, hanno permesso di incrementarne il dinamismo, aumentandone la visibilità. Oltre a essere una parte fondamentale del design di una vettura, i dispositivi a LED offrono altri due vantaggi: maggiore durata e minore consumo delle lampadine”.

Mary Anderson, invece, in una giornata uggiosa di New York in cui gira nel classico taxi giallo, si rende conto che l'autista è costretto a fermarsi di continuo per la sporcizia e l'acqua che si accumulano sul parabrezza. Nasce l'idea dei tergicristalli: con l’aiuto di un disegnatore crea un dispositivo da utilizzare manualmente dall’interno dell’auto e brevetta l'innovazione, ma nessun acquirente si fa avanti. Quando poi i diritti del suo brevetto decadono, i tergicristalli vengono integrati di serie nella maggior parte dei modelli di automobile. "I sistemi di sicurezza dell’auto in caso di clima avverso hanno evitato un numero interminabile di incidenti - spiega Leyre Olavarría, Responsabile Infotainment e Auto Connessa di SEAT - e ora possiamo dire di aver compiuto un ulteriore grande passo in avanti. Grazie ad applicazioni e nuovi servizi di mobilità, i veicoli connessi ci consentiranno di pianificare i tragitti, adattandoli in tempo reale in funzione di fattori come il meteo e raccomandando al conducente la migliore opzione di trasporto per arrivare a destinazione".

Dorothy Levitt non ha bisogno di presentazioni. Giornalista, scrittrice, attivista per i diritti delle donne, e, soprattutto, donna più veloce della Terra: se c'è qualcosa che corre, sia su strada che sull'acqua, deve passare per Dorothy. Una pilota che stabilisce un record dopo l'altro, come quello del 1906, in cui tocca i 146 km/h. Talmente adatta a stare con le mani sul volante che impartisce lezioni di guida alla Regina Alessandra di Danimarca e scrive il libro “La donna e l’auto”.  Inoltre, la Levitt raccomanda alle donne di portare sempre con sé uno specchietto, non da utilizzare con fini estetici, ma per controllare il traffico dietro la propria vettura. Teresa Salinas, Responsabile dello Sviluppo di sistemi tetto e retrovisori interni di SEAT, dichiara: "Presente e futuro passano per assistenti in grado di aiutare chi è alla guida, dandogli una visione integrale dell’intorno. Ad esempio, la telecamera posteriore per facilitare il parcheggio o il sistema per il rilevamento dell’angolo cieco ubicato negli specchietti retrovisori. Lo specchio interno di Dorothy Levitt, pensato inizialmente per vedere il traffico dietro di sé, ha visto ampliate le sue funzioni fino a includere sensori in grado di adattare la visuale in base alla luce esterna, informazioni per il conducente e integrando telecamere. Inoltre, continuiamo ad ampliarne le funzionalità grazie a soluzioni tecnologiche che presenteremo a breve sul mercato sui nostri prossimi modelli. L’innovazione non si ferma mai". 

Elvira Beloso, invece, è la donna che ha salvato l'eredità del marchio SEAT. Per molti anni ha in gestione il parco auto della Casa e conserva, uno a uno, gli esemplari e i modelli che ritiene importanti per raccontare la storia del marchio. Le prime e le ultime unità, le edizioni speciali o le vetture create appositamente per le autorità o eventi particolari. Tutte conservate nello stabilimento SEAT di Zona Franca a Barcellona: se oggi la casa di produzione spagnola vanta una collezione storica di 317 modelli, è solo merito di Elvira Beloso.