Il segno negativo fatto registrare dai dati delle immatricolazioni auto nel mese di marzo, ha un peso rilevante.

193.662 vetture vendute, il 9,6% in meno dello stesso mese del 2018, il dato peggiore da inizio anno. E’ un dato che fa riflettere perché storicamente marzo è il mese in cui i dati di acquisto sono in aumento.

A influire sul dato negativo è il contesto attuale dell’economia italiana. La fotografia fatta da Confindustria parla di un presente fermo, con lo stato di sostanziale stagnazione che porta il rischio di recessione.

Venti di crisi

Scenario negativo percepito dai possibili acquirenti, ampliato da altri fattori. Sono spariti i superammortamenti per le auto utilizzate come beni strumentali, cosa che penalizza le aziende, mentre gli acquisti dei privati sono frenati dalla continua demonizzazione del diesel.

Inoltre, balla ancora la questione degli eco-incentivi varati dal Governo e in vigore dal primo marzo: non hanno contribuito a nessuna immatricolazione, fino ad ora, perché all’appello mancano ancora i decreti attuativi dell’esecutivo.

“La mancanza del Decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma, necessari alla richiesta dell’Ecobonus – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – stanno disorientando i consumatori e penalizzando l’operatività delle aziende”. “Inoltre - prosegue Crisci – in prospettiva lo scenario del mercato non può che peggiorare, considerato che gli effetti sulle vendite dell’Ecotassa non sono ancora oggettivamente rilevabili: tra le fasce penalizzate dal malus, infatti, quella da 161 a 175 g/km di CO2, ad esempio, nel mese di marzo ha visto un incremento delle immatricolazioni, trattandosi, però, di auto ordinate prima del 1° marzo e, quindi, esenti dal pagamento della tassa”.

Analisi dei trend

La situazione appena descritta conferma i trend di vendita delle diverse alimentazioni. Dopo il calo registrato nel mese di febbraio, continua la caduta libera dei diesel, che hanno chiuso il primo trimestre dell’anno con la quota di mercato scesa al 43,9%. Fanno da contraltare le benzina, che salgono al 42,9%, in crescita del 10%, sempre considerando il periodo gennaio-marzo. Anche le ibride sono in crescita (+35.1% nel mese), ma non c’è lo scatto di reni delle elettriche proprio in virtù dei problemi burocratici appena descritti legati all’ecobonus: quell’incremento del 42.1% significa 209 vetture vendute…

Numeri che si riflettono quando si vanno a guardare i dati di vendita marca per marca. Fiat, nel trimestre gennaio-marzo, ha visto assottigliarsi la sua quota di mercato che passa dal 18,66% dello stesso periodo del 2018 al 15,39% di quello attuale.

In leggero aumento Volkswagen che, nel trimestre preso in oggetto, passa dal 8.32% del 2018 al 9.01%. Sul terzo gradino del podio troviamo Ford, in calo (6.50% del 2019 contro il 7.13% del 2018).