Ha aspettato tanto per parlare per rispetto al suo mentore, l’uomo con i baffi che ormai riempie le domeniche televisive della Formula 1, territorio di conquista di Mercedes e del boss uscente Dieter Zetsche. Ma in occasione del lancio della nuova EQC, la prima vettura tutta elettrica di Stoccarda, l’erede designato, Ola Kallenius - prenderà il potere il prossimo 22 maggio - ha fissato i paletti del futuro della Stella, accelerando in maniera... Elettrica la progressione verso una mobilità sempre più sostenibile.

Manifesto programmatico

Nessuna intervista ufficiale, Kallenius ha usato lo strumento del blog, denominato “Ambition2039", un autentico manifesto, per annunciare che proprio quello sarà l’anno in cui il suo programma, la sua pianificazione - ancora da presentare al mondo - prevede di avere tutta la produzione Mercedes “carbon neutral” cioè, completamente a zero emissioni. E non solo, entro il 2030 l’obiettivo è quello di vendere come elettriche oltre il 50% del proprio portafoglio vetture. Un piano che ovviamente e inevitabilmente coinvolgerà anche le fabbriche, che a loro volta diventeranno tutte “carbon nutral” o comunque mandate avanti da fonti di energia rinnovabile entro il 2022. 

Il refrain intonato da Kallenius è “First move the world”, prima muoviamo il mondo. Nel blog, lo definisce ... "Il nostro perchè, quello che ci guida per raggiungere velocemente obiettivi importanti che fanno parte del nostro DNA. La nuova pietra miliare della nostra storia e della nostra strategia di business sostenibile. Ma cosa stiamo facendo per garantire ai nostri clienti un futuro migliore?"

Mercedes EQC: leggi la prova qui

Da qui nasce Ambition2039: "Entro i prossimi 20 anni venderemo solo macchine elettriche grazie al trasferimento veloce della tecnologia anche in altri settori, come quello dei bus, dei van e dei truck. Il futuro migliore passa di qua e EQC rappresenta il primo passo, introduciamo la nostra prima vettura, la nostra intepretazione di un modello elettrico di massa. Questo continuando a garantire perfomance, lusso e servizi".

Elettrico ma non solo

E senza dimenticare altre soluzioni come l’idrogeno che noi offriamo su GLC Fuel-Cell. Perchè in fondo nessuno ancora sa bene tra 20 anni quale sarà il mix delle alimentazioni scelto e utilizzato dai consumatori. "Siamo per la neutralità come strumento per raggiungere l’obiettivo finale, cioè una mobilità sostenibile. Che dovrebbe essere l’obiettivo di tutti: industria, politica, fornitori di energia con investimenti pesanti e azioni tangibili per realizzare le infrastrutture che servono a creare un sistema credibile e funzionante. È una sfida tecnologica che ha i suoi costi: a noi sicuramente converrebbe di più salvaguardare lo status quo, ma non serve ai nostri propositi e al nostro futuro. Così preferiamo imitare i nostri fondatori che hanno inventato l’automobile oltre 130 anni fa e accettare insieme ai nostri lavoratori questa sfida appassionante che cercheremo di vincere con tecnologia e determinazione".

Investimenti futuri

Già, oltre le belle parole di Kallenius, appare chiaro che ci sarà una parte meno entusiasmante in tutta questa vicenda. Il programma richiederà infatti massicci investimenti e parte di questi verranno “finanziati” da una bella dose di sacrifici. Si parla infatti di un consistente taglio di costi per oltre 6 miliardi entro il 2021, tagli che a quanto pare non riguarderanno il prodotto. Come annunciato infatti dallo stesso Kallenius in una tavola rotonda all’ultimo Salone di Shanghai: "La gamma non verrà ridotta, piuttosto allargata quando la gamma elettrica EQ verrà completata". Un “portafogli” di più di 40 tra modelli e sottomodelli. 

Morale della favola, come già sostenuto da più parti (compresa la concorrente Volkswagen), far decollare l’elettrico, mettere a regime una mobilità davvero sostenibile, significherà pagare un prezzo, vedremo quanto alto, in termini di posti di lavoro. Recuperati, immmaginiamo in parte, dalle nuove possibilità che creerà l’indotto stesso dell’elettrico. Ma difficilmente i livelli occupazionali nel 2025 saranno gli stessi di oggi. La storia del progresso e dell’industria si ripete, insomma. Vedremo a suo tempo se i conti torneranno davvero.