La storia e la ricerca sulla sicurezza attiva e passiva hanno una lunga storia in casa Mercedes. L’esempio precedente risale alla concept ESF del 2009, realizzata sulla base della S400 Hybrid. Anche se tutto cominciò nel 1939, con l’ingresso nella ex Daimler-Benz dell’austro-ungarico Bèla Barenyi. Che all’epoca rispose in modo radicale alle domande della stampa su cosa avrebbe voluto migliorare nelle auto di allora: “Tutto”, fu infatti la sua sentenza.

Dalla cellula di sicurezza all'intelligenza artificiale

Già nel 1951 Barenyi aveva inventato la cellula passeggeri, con zone di deformazione, introdotta sulla Mercedes W111 nel 1959. Senza dimenticare il piantone di sicurezza dello sterzo, i cui studi iniziarono nel 1963, per trovare applicazione sulla W123 nel 1976. In totale, per capire di cosa stiamo parlando, sono oltre 1000 i brevetti depositati da Barenyi, nato a Hirtenberg nel 1907 e morto a Boblingen nel 1997. Indubbiamente i passi più significativi sul fronte della sicurezza si ebbero nel dopoguerra. Ad esempio nel 1966, in casa Mercedes, ebbe inizio lo sviluppo degli airbag. Fino ad arrivare al 2013 con l’adozione di vari sidebag per torace e bacino, chiamati beltbag e cushionbag. Ora si parla di “intelligenza artificiale connessa”. Intelligenza che permette di raccogliere ed analizzare un numero infinito di dati ambientali e ovviamente i singoli comportamenti di guida, visto che  quasi tutti gli incidenti sono causati da errori umani di vario genere. Del resto non è un mistero dire che i vari governanti hanno indicato l’anno 2050 come quello in cui si avrà incidentalità zero.

Sicurrezza attiva: guida autonoma e non solo

Il Concept ESF 2019 racchiude tutte le innovazioni previste per i futuri veicoli, ed è realizzato sulla base della Classe GLE, uno dei tanti SUV di successo della casa della Stella. Lo abbiamo scoperto nei dettagli presso la fabbrica di Sindelfingen, dove ha anche sede uno dei laboratori di crash test più grandi al mondo. L’ESF 2019 include ovviamente la guida autonoma e mille altri accorgimenti che possono salvare i passeggeri, inclusi ovviamente i neonati, oltre a guidatore e passanti. Tra circa una dozzina di innovazioni, figurano sia progetti invia di sviluppo, prossimi alla produzione, sia novità destinate a un lontano futuro. Cominciando dalla tanta conclamata guida autonoma, immediato notare che il volante e i pedali dell'ESF 2019 si retraggono, allo scopo di ridurre il rischio di lesioni in caso di incidente. Ma restano anche alcune idee, per quello che riguarda la guida manuale. Ad esempio con una luce simile a quella diurna emessa dall'aletta parasole, l'illuminazione rivitalizzante dell'abitacolo aiuta il guidatore a restare più reattivo.

Sicurezza passiva: occhio ai bambini

Passiamo ai piccoli passeggeri. Con il seggiolino Pre Safe-Child. Prima di un impatto le relative cinture di sicurezza vengono pretensionate, mentre a scopo preventivo si attivano elementi di protezione antisfondamento. grazie alla cintura di sicurezza tesa. Il monitoraggio dell'installazione e dei segni vitali sono ulteriori funzioni integrate nel sedile, visibili su un megaschermo davanti al conducente. In caso di guasto o di sosta imprevista, un piccolo robot che esce automaticamente dalla parte posteriore e colloca un triangolo di emergenza sul ciglio della strada. Un innovativo airbag posteriore utilizza un sistema di riempimento di nuova concezione per gonfiare e posizionare il cuscino d'aria, avvalendosi a tale scopo di una speciale struttura tubolare. Sono solo alcuni degli accorgimenti adottati sulla ESF 2019 e in parte applicati sulle auto in produzione. In quanto al sistema che avvisa se ci si dimentica il bambino in auto, è ancora in corso la stesura del testo relativo a livello europeo. E dunque la definizione del sistema di allerta.