Ha dovuto aspettare quattro anni, ma alla fine l’imprenditore Francesco Amante, Presidente della Scuderia Bologna, è riuscito a riportare la famosa gara di velocità per auto storiche su per i tornanti della Raticosa, e più precisamente da Pianoro Vecchio a Livergnano, grazie anche al sostegno delle istituzioni, di numerosi sponsor, dei media, e di tanti amici e appassionati di motorismo storico.

Nel 2005 ci fu un record di partecipanti, con ben centoquaranta vetture iscritte, provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei. Se si pensa che nel 2001, quando Amante decise, con una certa dose di coraggio, di ridare vita a quella che fino al 1969 fu la più bella cronoscalata italiana, ai nastri di partenza si presentarono quaranta macchine, un bel po' di cammino è stato compiuto. Quest’anno la manifestazione è aperta anche alle auto da corsa contemporanee, ma non mancherà una ricca sfilata di auto d’epoca. Insomma, dopo il recente passaggio della 1000 Miglia, a Bologna e in Emilia si continua a respirare aria di motori.

La storia

La manifestazione è intitolata quest’anno a Sauro Mingarelli, detto anche “Il Rosso”, che ebbe il permesso, da Enzo Ferrari, ad aprire un’officina a Bologna con l’assistenza ufficiale delle Gran Turismo del Cavallino, sin dagli anni cinquanta. Officina diventata celebre in tutto il mondo, visto che da ogni continente arrivavano auto da revisionare o da ristrutturare completamente. Per la cronaca, questa officina continua ancora l’attività, affidata a Luciano Rizzoli, socio di Sauro, scomparso nel 2004.

Tornando alla manifestazione, la Bologna-Raticosa ebbe due pionieristiche edizioni nel 1926 e nel 1939. Venne poi ripresa dall'ACI di Bologna dal '50 al '54 e poi dal '62 al '69. Tra i vincitori, esattamente nel 1954, anche Eugenio Castellotti, su Lancia Sport 3800, un pilota e un pezzo da collezione passati alla storia. L'edizione di quest'anno è la quindicesima cronoscalata che Amante organizza con la collaborazione della Scuderia Bologna Squadra Corse e ha la titolazione a Campionato Italiano e al Challenge Salita Piloti Autostoriche. Uno degli apripista, tra i tornanti che portano alla Raticosa e alla Futa, fu il compianto Clay Regazzoni, sulla sua splendida Ferrari SWB 250 del 1960, tra l’altro coepquipier nella Ferrari degli anni settanta di Niki Lauda, che tutto il mondo sportivo e non sta compiangendo.

Le auto protagoniste

Tra le auto da corsa partecipanti, bellissime e rare “Sport”, “Barchetta”, “GTS” e “Prototipi”,ma anche vetture di serie nelle originali elaborazioni dell'epoca. Non mancano 500 e 600 Abarth, oltre a storici modelli Ferrari, numerose Porsche, oltre a  una Alfa Romeo 1900 SS Touring in alluminio e una Jaguar E Type di proprietà dell’organizzatore, Francesco Amante. “Mi muove la grande passione per i motori che provo fin da quando ero ragazzo. Ancora oggi, ogni volta che salgo per la Raticosa, riprovo le stesse emozioni, di allora grazie alla bellezza di un percorso invitante e armonico in un contesto paesaggistico meraviglioso”, le sue parole.