Si è conclusa l’edizione 2019 della Mille Miglia, la corsa più bella del mondo (come veniva definita da Enzo Ferrari) disputata dal 1927 al 1957 in 24 edizioni e che dal 1977 rivive come gara di regolarità per auto storiche. Fra la fatica fisica degli equipaggi e quella meccanica di automobili si leggendarie, ma decisamente figlie di un’epoca ormai poco compatibile con i ritmi odierni, sono stati percorsi circa 1600 km equivalenti appunto a 1000 miglia.

Poco conta se dopo quel maledetto 1957, anno in cui persero la vita il pilota spagnolo Alfonso de Portago, il navigatore Edmund Gurner Nelson e nove spettatori in un incidente causato dallo scoppio di un pneumatico, la gara non è più stata di velocità (un percorso senza tappe con partenza e arrivo a Brescia e giro di boa a Roma che vide nel 1955 il record assoluto di Stirling Moss al volante della Mercedes 300 SLR numero 722 in 10 ore e 8 minuti) poiché la leggenda della “Freccia Rossa” è rimasta intatta nel tempo e ancora oggi unisce persone di tutte le età, pronte a festeggiare il passaggio dei concorrenti creando un’atmosfera unica sulle più belle strade e borghi dello Stivale.

Poco sonno e tante emozioni sono stati gli ingredienti della mia prima partecipazione alla guida di una Mercedes AMG GT 4 Coupé, ma questa è un’altra storia, che leggerete sul prossimo numero di Auto, in edicola il 15 giugno.