Ancora poche ore. L’attesa cresce perché ogni volta che nasce una nuova Ferrari, è sempre un momento speciale. Poteri di un colore rosso capace di scaldare il cuore degli appassionati al primo sguardo.

Ma l’attesa cresce anche per un altro motivo. C’è molta curiosità attorno alla nuova del Cavallino Rampante (rumors danno come nome di progetto F137) perché è la prima vettura ibrida ad uscire dalla factory di Maranello.

Il prototipo

In assoluto la prima? Non proprio. La Ferrari ha già “giocato” con batterie, motori elettrici e sistemi di recupero di energia in passato, trasferendo sulla produzione il know-how acquisito dal Reparto Corse a partire dal 2009, da quando nel regolamento tecnico della F1 è stato introdotto il sistema di recupero dell’energia cinetica, il KERS.

Il primo esempio di ciò che questa tecnologia poteva portare nell’utilizzo stradale, Maranello lo espose al Salone di Ginevra del 2010, con il prototipo della Ferrari 599 HY-KERS. Al V12 era stato aggiunto un motore elettrico trifase ad alto voltaggio, connesso al cambio, capace di portare in dote 100 cv in più e ridurre le emissioni di CO2.

In piena tradizione con la storia di Maranello, più la F1 muoveva passi verso la moderna era ibrida, più quelle tecnologie sviluppate per la pista sono state implementate per l’utilizzo stradale.

Dal prototipo alla serie limitata

Così la 599 HY-KERS si è prestata come base di sviluppo per la Ferrai LaFerrari, la prima vera ibrida di Maranello, presentata al Salone di Ginevra nel 2013. Hypercar prodotta in serie limitata a 500 esemplari. LaFerrari rappresentava lo stato dell’arte di ciò che il prototipo del 2010 aveva mostrato.

V12 in posizione centrale da 800 cv a 9000 giri, abbinato al sistema di recupero di energia e a un motore elettrico da 163 cv, per una “bestia” da 963 cv e 900 Nm di coppia in totale. E’ stata battezzata così dallo stesso Luca Cordero di Montezemolo perché: “Non è una Ferrari, ma LaFerrari, la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed è l'antesignana di ciò che nei prossimi cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro”, come l’allora numero 1 di Maranello aveva dichiarato al momento della presentazione.

La prima di un percorso

Sappiamo bene che la vettura sulla quale oggi si alza il sipario non è paragonabile a una hypercar in serie limitata. Il discorso da fare è diverso: la nuova berlinetta è l’inizio del nuovo percorso industriale, che lega la necessità di ridurre consumi e emissioni, senza rinunciare alle prestazioni.

Facendo tesoro del bagaglio di conoscenze acquisito nel Circus, perché la stradale sarà turbo-ibrida come la SF90 che corre in pista.

Sullo schema tecnico vige ancora il più assoluto riserbo, anche se le prime anticipazioni parlando di tre motori elettrici, due sull’asse anteriore (uno per ruota) e uno integrato nel cambio, abbinati al V8 3.9 bi-turbo che già equipaggia la F8 Tributo… Tutti insieme per sviluppare 1000 cv.

Non ci resta che aspettare e vedere!