È un’apertura importante, quella che Hiroto Saikawa, a.d. di Nissan, ha concesso dopo l’incontro tenutosi mercoledì con i partner dell’Alleanza, Jean-Dominique Senard di Renault e Osamu Masuko di Mitsubishi.

Le parole riportate dal Nikkei Asian Review sono di un esame attento delle condizioni proposte da FCA per una fusione con Renault, accordo che creerebbe un soggetto da 8,7 milioni di veicoli venduti ogni anno e svilupperebbe risparmi per 5 miliardi di euro a pieno regime, al termine del sesto anno della potenziale fusione.

La fusione FCA-Renault piace a Manley: ”Nuova società entro un anno”

DETTAGLI DA ESAMINARE

“Considereremo i contratti firmati da Nissan e Renault e come gli asset in comune verranno trasmessi.

Le operazioni si stanno ampliando nel contesto dell’attuale alleanza a tre di Nissan, Renault e Mitsubishi Motors e necessitano di essere esaminate.

Le operazioni diverrebbero più grandi e complesse”, i passaggi delle dichiarazioni di Saikawa, che ha confermato l’intenzione di incontrare e discutere della fusione con John Elkann ed “esaminare attentamente le varie parti di informazione” disponibili.

Ambiente Nissan dal quale si è appreso, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, un “non siamo contrari. Devono essere definiti molti dettagli”.

Fusione FCA-Renault, ampia gamma in ogni mercato

NISSAN LA CHIAVE IN ASIA

Il potenziale della fusione FCA-Renault troverebbe tutta un’altra misura e rilevanza con Nissan e Mitsubishi a bordo, con l’a.d. Masuko ad aggiungere: “Dal nostro punto di vista, il fatto che (Renault; ndr) ci stiano illustrando la loro posizione significa che vogliono che anche noi partecipiamo all’alleanza”.

Renault ricordiamo come possegga il 43,4% di Nissan, a sua volta a detenere il 34% delle quote azionarie in Mitsubishi. Nissan diverrebbe fondamentale per coprire il mercato asiatico, fronte altrimenti da sviluppare, in una partnership “limitata” a FCA e Renault.

Le sinergie prospettate per Nissan varrebbero un miliardo ulteriore oltre ai 5 prospettati dalla fusione a due; quanto al potenziale in termini di volumi, l’accordo porterebbe alla nascita di un colosso da quasi 16 milioni di veicoli venduti ogni anno, di gran lunga il più grande gruppo e con una presenza radicata su tutti i mercati.