E’ vero. Qui la F1 non corre più dal 1976, quando ci fu il terribile incidente di Niki Lauda con la Ferrari, con l’austriaco che si è purtroppo portato dietro tutte le terribili conseguenze, come ha dimostrato la sua recente scomparsa. Ma il Nurburgring non si è mai arreso. Lo dimostra l’ormai irrinunciabile e unica 24 ore, tutta tedesca, organizzata dall’Adac. I numeri parlano chiaro: in questo week end si sono superati i 250.000 spettatori.

Cosa impensabile in Italia, visto che fenomeni come questi riguardano il passato e per lo più legato alla F1 o alla MotoGp. Eccetto gli anni sessanta e settanta, quando la gente correva numerosa a vedere la 1000 chilometri di Monza, riservata alle gare sport prototipo, con Ferrari, Alfa Romeo, Porsche, Ford, Matra, Chaparal protagoniste.

Più di 20 km di storia

Sulla Nordschleife si disputava pure una 1000 km, un’altra leggenda passata alla storia, come le tante gare di F1, quando le auto volavano sui saliscendi dell’Eifel o entravano ai limiti della fisica nella curva sopraelevata del Karussel. Non per nulla questa pista è soprannominata “l’Inferno Verde”. Nel paddock e in direzione gara ci sono immagini che ritraggono gente come Stewart, Clark. Lauda, Rindt, Hulme, Hunt e via dicendo. Senza dimenticare gli eroi delle gare sport, come Jo Siffert e Pedro Rodriguez, alfieri delle mitiche Porsche 908 e 917.

Atmosfera incredibile

Oggi la Porsche e tutte le principali case automobilistiche, da Ferrari a Lamborghini, da Aston Martin a Jaguar, hanno dei propri giganteschi avamposti tecnologici sul circuito. E’ una gara nella gara, 365 giorni all’anno e con qualsiasi tempo, con lo scopo di abbattere record su record, collaudando i propri bolidi contemporaneamente. Ottenendo quel risalto che solo il Nurburgring può dare. Lo sanno bene i tedeschi, i 250.000 visti in questo week end, provenienti da tutta le Germania: camper, roulotte, grigliate, sagre paesane. E una confusione (controllata) incredibile. La maggior parte arriva dalle veloci autostrade germaniche con auto tuning da capogiro. Ma anche con oggetti d’autore, come la Porsche 911 nelle varie versioni, la Mercedes GT AMG, varie Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, Bmw e via dicendo. Tornando alla 24 ore Adac, alla gara si sono iscritte oltre 150. Auto. Dalle potenti Mercedes Amg, Porsche 911 GT3 R, Bmw M6 GT3, Audi R8 Lms, Aston Martin Vantage, fino alle comunissime Volkswagen Golf GTI, Seat  Leon, Honda Civic Type  R, Renault Clio RS, Lexus e via dicendo.  E persino una vecchia Opel Manta degli anni settanta! Insomma lo scibile automobilistico intero. Nel week end, tra le varie prove di qualifica, anche l’esibizione dei campioni tedeschi di Drifting.

L'importanza delle gomme

Team principale, quello delle gomme giapponesi Falken. Che in Italia pochi conoscono, ma che qui sono una istituzione. Legate al tuning, alla prestazione estrema, alla follia pura. Con migliaia di fans sulle tribune che hanno applaudito, sgomitato, esaltandosi: quelli in pista non erano per loro dei piloti, ma dei gladiatori. Il tutto tra fiumi di birra, chili di salsicce e nuvole di fumo da gomma bruciata da far inorridire qualche simpatizzante del partito dei Verdi. Che dalle parti del Nurburgring, però, latitano. Da dire che la 24 ore ha dimostrato che andare a sbattere nel vecchio Nurburgring è un attimo, viste le vie di fuga inesistenti. Tra le vittime più illustri le Mercedes Amg GT3 di punta, all’inizio in grado di impensierire le Porsche. Porsche 911 GT3  R beffata a due ore dalla fine e solo seconda con il forte0 Kevin Edge (vincitore a le Mans 2018 in GT3 Pro), penalizzato di 5.32 minuti per un sorpasso con bandiere gialle. Ne ha guadagnato, inaspettatamente, l’Audi R8 Lms. Mentre l’altra Porsche (e una Bmw M6 GT3,) iscritte dal team Falken, non sono andate oltre a degli onorevoli piazzamenti.

Una pista, tre città, una storia senza fine

Naturalmente, quando la pista non è occupata da gare o test, chiunque può girare sulla mitica con la propria auto (ma anche moto, camper, eccetera), collegandosi per la prenotazione su un apposito sito. I prezzi variano secondo il periodo dell’anno. Attenti al tempo, che qui varia da un momento all’altro. E ai numerosi saliscendi, che richiedono una guida esperta. Da sottolineare che la differenza tra le auto in pista è spesso rilevante, tale da creare imbarazzanti situazioni di pericolo. Ma vuoi mettere poter dire di aver girato sul circuito che costeggia tre città, Adenau, il castello di Nurburg (da cui prende il nome) e Mullenbach? Dal 1927 la storia si ripete.

Ed è augurabile che non abbia mai fine, viste le minacce di chiusura, poi rientrate, verificatesi in un recente passato.