Due grandi eventi sconvolgono il 1969: Niel Armstrong, Buzz Aldrin e sono i primi uomini che guardano e mettono piede sulla Luna, mentre a Woodstock oltre mezzo milione di giovani partecipano al più grande concerto che la storia della musica abbia mai visto. Sono passati 50 anni da quel periodo e da quelle emozioni che ancora oggi sono indimenticabili. Ma se negli Stati Uniti accadeva tutto questo, in Italia cosa succedeva? Quali erano i gusti degli italiani del tempo? 

Auto dell'anno 1969: le vetture in Italia 

Se a livello culturale il mondo è cambiato già l'anno precedente, con il fenomeno socio-culturale che ancora oggi è conosciuto semplicemente come Sessantotto. Il mercato delle auto continua a produrre dei veri e propri gioiellini. Proprio nel 1969 sui tre gradini del podio del premio Auto dell'anno, organizzato dalla nostra testata, ci finiscono una Peugeot, una BMW e un'Alfa Romeo. Scopriamo meglio il nostro podio.

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Peugeot 504, la regina del 1969

La Peugeot 504 inizia ad essere prodotta nel 1968 e si tratta di una quattro ruote di classe medio-alta. Sostituisce la precedente 404, troppo datata ormai per rimanere al passo col mondo che cresce a passi di gigante, sia socialmente che tecnologicamente. Il progetto della 504 nasce già nel 1964, quando dall'atelier torinese Pininfarina arrivano le prime realizzazioni in scala 1:1.

Per modellare alla perfezione l'auto, però, bisogna aspettare quattro anni: tutto è pronto per il debutto nella primavera del 1968, ma i disordini del maggio francese costringono la Casa di Sochaux a far slittare la presentazione di qualche mese. La Peugeot 504 entra prepotentemente nel mercato come un'auto confortevole e spaziosa, moderna ed elegante, con una coda spiovente che le regala quel tocco di originalità. Una berlina a tre volumi e quattro porte, che cattura subito l'occhio degli appassionati tanto da aggiudicarsi il premio di Auto dell'anno 1969: è la prima Peugeot a vincere questo titolo.

BMW 2500/2800, il lusso dell'E3

Dopo quasi dieci anni d'assenza dovuti alla crisi finanziaria, la BMW decide di tornare a produrre auto che potessero concorrere nel mercato delle berline d'alta gamma alla fine degli anni Sessanta. Dopo il successo dei modelli Neue Klasse e Serie 02, viene idealizzato il progetto E3: una berlina sportiva disponibile in due versioni, la 2500 e la 2800.

Entrambe auto a tre volumi e quattro porte, alimentate da due carburatori a doppiocorpo. Le caratteristiche sono le tipiche della BMW: trazione posteriore, freni a disco su tutte e quattro le ruote, sterzo a circolazione di sfere, sospensioni a ruote indipendenti, cambio manuale a 4 marce o altrimenti automatico a 3.

Alfa Romeo 1750, la terza 'superiore'

L'Alfa Romeo a quei tempi e grazie a successi come la Giulietta e la Giulia era già un'industria di grandi successi commerciali nel settore delle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta. Per raggiungere al meglio la propria clientela, che lamentava la mancanza di una vettura di classe superiore rispetto a quelle già in commercio, la Casa milanese guidata da Giuseppe Luraghi, attuò una strategia puramente commerciale. Ovvero utilizzare gli ormai collaudati autotelai "Giulia" per apportare modifiche tecniche ed estetiche adatte ad accogliere motori di cilindrata superiore, compatibili con le nuove linee di produzione funzionanti nello stabilimento di Arese.

Nasce così l'Alfa Romeo 1750: una nuova gamma - dotata di propulsore con cubatura portata a 1.779 cm³ e una potenza aumentata a 118 CV che porta la velocità massima a oltre 180 Km/h - composta dal modello coupé "1750 GT Veloce", con carrozzeria "Giulia GT", dal modello spider "1750 Spider Veloce", con carrozzeria "Duetto", e dal modello "1750 Berlina", con pianale derivato dalla "Giulia" e nuova carrozzeria ideata dalla Casa Bertone.