Ormai non ci facciamo neanche più tanto caso. Siamo abituati a sentire di supercar di qualsiasi marca lasciate e dimenticate in magazzini, vecchie officine, sommerse dalla polvere o addirittura ammassate in mezzo al nulla come un vero e proprio cimitero. Una ritrovata fortuna, un patrimonio inestimabile purtroppo mai nei nostri abbandonati ripostigli.

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L'ultimo episodio del genere ha visto protagonista una Lamborghini Miura P400 S, ritrovata questa volta all'interno di un fienile in Germania. Ma, ed è questa la vera notizia, in condizioni ottime, pronta per essere ritoccata, lavata e resa presentabile per essere venduta all'asta, precisamente in quella londinese di RM Sotheby's il prossimo 24 ottobre.

MIURA: QUANDO È LA STORIA A PARLARE

La macchina in questione non ha bisogno di presentazioni. Ogni buon appassionato d'auto che si rispetti sa di cosa si sta parlando e del valore della vettura. La Miura infatti è stato il primo grande successo commerciale ottenuto da Ferruccio Lamborghini all'indomani della creazione dell'azienda di Sant'Agata Bolognese.

Progettata da un triumvirato d'eccezione come Gian Paolo Dallara, Giotto Bizzarrini e Paolo Stanzani e realizzata con l'ausilio della carrozzeria Bertone nelle vesti di Marcello Gandini, stupì tutti sin dalla sua presentazione avvenuta a Ginevra nel 1966. Ridefinì totalmente il concetto di supercar. Anzi, molti la considerano probabilmente la prima vera macchina italiana a poter vantare tale classificazione. 

La P400 S è la seconda versione del modello base P400. Rispetto al predecessore, presenta delle modifiche al motore V12 soprattuto nell'aspirazione e nella combustione, che portarono il propulsore a erogare una potenza di 370 CV. Con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 5,5 secondi e una velocità massima di 282 km/h. I vetri elettrici, le cornici sul parabrezza, i fari cromati e i freni a disco autoventilanti erano le altre caratteristiche che la diversificarono dalla P400, modello rispetto al quale vendette anche più esemplari.

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L'ESEMPLARE NEL FIENILE

La Miura ritrovata nel fienile tedesco si presenta in ottime condizioni: la verniciatura gialla è quella originale, così come i rivestimenti e la meccanica.

Venne acquistata nel 1971 dal dirigente pubblicitario Walter Becker, a Norimberga, dove rimase fino al 1974, anno in cui passò tra le mani del pilota amatoriale Hans-Peter Weber. Quest'ultimo ebbe il merito di mantenere la sua Miura gialla in perfette condizioni, tenendola conservata e facendola uscire e sfogare solo in poche occasioni. Fino al 2015, anno della sua scomparsa. Oggi, il ritrovamento nel fienile e l'asta di RM Sotheby's. La cifra necessaria per acquistarla potrebbe superare il milione di euro.