Brutte notizie per i neo-maggiorenni: sono in arrivo aumenti del prezzo per conseguire la patente di guida. Il cambiamento è dovuto al fatto che i corsi teorici e pratici di scuola-guida non saranno più soggetti a esenzione Iva. Per questo motivo saranno applicati rincari ai prezzi del 22%.

L’IVA È RETROATTIVA

A comunicarlo è l’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione del 2 settembre 2019, e ricorda che la motivazione è da trovare che le lezioni di scuola-guida non rientrano nell’ambito scolastico. Una tegola sia per i ragazzi che si iscriveranno da ora in poi, ma soprattutto per le stesse scuole, che annunciano una mobilitazione, soprattutto per un motivo.

Ventimila italiani sono senza punti sulla patente

I PREZZI LIEVITERANNO

Non solo, infatti, in Italia prendere la patente costa un esborso di poco inferiore ai 1.000 euro, cifra tra le più alte in Europa, ma l’adeguamento risulta retroattivo. Ovviamente, non potendo far pagare la differenza ai clienti che hanno già superato l’esame, i costi degli ultimi cinque anni saranno a carico delle scuole-guida, infuriate alla notizia. I numeri parlano di 3,8 milioni di patenti conseguite dal 2014 al 2018: mentre le autoscuole sono preoccupate per l’enorme esborso da fronteggiare, i futuri clienti temono la situazione si ripercuoterà su di loro per gli aumenti imposti sia dall’Agenzia delle Entrate che dalle scuole per ammortizzare i propri costi.

TEGOLA SUGLI AUTOMOBILISTI

Al veleno le parole del presidente Codaconds Carlo Rienzi: “Si tratta dell’ennesima stangata sulle tasche degli automobilisti, categoria più tartassata d’Italia dovendo già pagare, oltre al bollo auto e una serie infinita di balzelli che gravano sul possesso dell’autovettura, le odiose accise sulla benzina per finanziare qualsiasi tipo di intervento”.