Alla guida di un furgone mi è capitato, tornando a casa, di affrontare allegro una difficile curva come se avessi la mia auto. Improvvisamente una forza misteriosa mi spinge verso l’esterno: la “sento” ma non la vedo. Sarà forse la stessa che vedo scritta sulla mia lavatrice (centrifuga)? Bisogna capire che quella forza è espressione della mia massa lanciata a una data velocità, massa che associata a un baricentro più alto non sempre si piega alle mie esigenze e non ne vuole sapere di cambiare direzione per fare una curva. TUTTI ABBIAMO presente la guerra in Siria e i lutti che sparge ovunque, ma pochi sanno che il leader designato di questo paese era Bassel Assad, fratello dell’attuale dittatore. Bassel morì giovane al volante della sua auto schiantandosi in una rotonda vicino all’aeroporto, anche a causa del fatto che non indossava la cintura di sicurezza. Dopo la sua morte furono decretati 3 giorni di lutto nazionale, lui fu nominato martire della nazione ed esempio alla gioventù! Ci sono persone che detengono un potere enorme ma, al volante della loro auto, sono perfettamente uguali a noi e non certo un esempio da seguire. SAPPIAMO che in Arabia Saudita, il più filo occidentale dei paesi arabi, le donne non possono guidare. Non sapevo però che fosse quasi così anche in Francia. Accadde a Maria Teresa De Filippis al Gran Premio di Francia del 1958: il Direttore di gara rifiutò la sua partecipazione perché, per lui, l’unico casco che una donna doveva mettere era quello del parrucchiere. PARE CHE nella mia città, Rimini, si presenti alle elezioni comunali la ex moglie di Beppe Grillo. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle non sono contenti e hanno detto di non averla mai vista. Lei ha risposto: “A pochi mesi dalle elezioni siete a cazzeggiare sulle rotonde, parcheggi e Fondazione Fellini invece di presentare liste credibili”. Chissà se la signora ha la patente ma, per chi vive a Rimini, rotonde e parcheggi sono importanti. LE MODE sono sempre tali, ma alcune hanno un elemento di stupidità. Ho visto un ragazzo con la sua felpa dotata del regolare cappuccio buttarsi di corsa sulla strisce pedonali e finire investito. Naturalmente col cappuccio in testa, così si vede e si sente meglio nel traffico. Chissà se aveva anche le cuffiette. GLI ITALIANI hanno smesso di telefonare e guidare con telefonino incollato all’orecchio: ora quando guidano, guardano direttamente dentro lo smartphone. Siegfried Stohr